Sessismo e responsabilità dei media

Pubblicato da: robertamori - Ago• 09•16

Titolo(Bologna, 9 agosto 2016) Il sessismo colpisce ovunque, anche dove non te l’aspetti… all’indomani del titolo comparso sull’inserto Sport de il Resto del Carlino e preso atto della decisione odierna dell’Editore di QN di rimuovere il direttore responsabile QS Giuseppe Tassi, ho scritto una lettera agli Ordini dei Giornalisti nazionale e regionale, al coordinamento italiano dei Corecom e a quello dell’Emilia-Romagna, all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, per “sottolineare la necessità di un impegno congiunto ed autentico al fine di una sempre maggior formazione e consapevolezza degli operatori e operatrici della comunicazione per un’informazione rispettosa della parità fra i generi, della soggettività e del protagonismo femminile in tutti gli ambiti.”

partecipazioneLa gravità del fatto, testimoniata dalle innumerevoli sdegnate reazioni sul web, nonché dalla lettera aperta del presidente della Federazione Italiana Tiro con l’Arco, sta in due aspetti: da un lato aver leso la dignità di atlete che in quel momento rappresentavano la Nazione, mortificandone il talento, la forza e l’esempio, dall’altro il perpetuare una stereotipata immagine femminile che fa dell’aspetto fisico – non del merito, dell’impegno e delle capacità – l’essenza stessa della notizia. Anche come coordinatrice nazionale degli Organismi di Parità regionali, ho richiamato i protocolli di collaborazione “Donne e Media” tra Ordine dei Giornalisti, associazioni e Corecom sottoscritti da più Regioni tra cui l’Emilia-Romagna, in forza dei quali realizzare un contributo vero al superamento delle discriminazioni di genere e di una violenza contro le donne che trova le sue radici nel sessismo e nell’oggettivazione della donna. E’ il tempo della responsabilità, in ossequio alle buone prassi e al lavoro di qualità che tante realtà associative e singoli professionisti stanno portando avanti quotidianamente. Commissione Parità e Giunta regionale faranno la loro parte.

Dal primo voto alla democrazia dei diritti

Pubblicato da: robertamori - Ago• 04•16

Mostra_votoalledonne(Alto Reno Terme, 31 luglio 2016) Per il 70° anniversario del suffragio universale l’associazione Il Paese delle donne ha promosso a livello nazionale una mostra / convegno itinerante dal titolo “1946- il voto alle donne”. Quale premio al suo valore culturale l’iniziativa ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Settanta pannelli – che si arricchiscono ad ogni tappa – raccontano storie di partecipazione politica, di vita e di speranza che cambiarono la Storia. Ora e sino al 16 agosto la mostra è al Castello Manservisi di Castelluccio, nelle sale del Museo Laborantes, dove abbiamo tenuto l’inaugurazione alla presenza delle Amministratrici locali e con la preziosa testimonianza di Lina Berti in Sabattini, che ha ricordato l’emozione di quel voto, il 2 giugno 1946.

Porretta_31lug2016A seguire si è svolto il convegno “Acquisiti una volta per tutte? Diritti e libertà in Italia e nel mondo: la democrazia oggi“, tra le intervenute la presidente FILDIS Gabriella Anselmi, Ornella Cappelli del consiglio nazionale Donne italiane, Katia Graziosi dell’UDI bolognese, Fiorenza Taricone dell’Università di Cassino. Ho portato l’esperienza della nostra Regione, impegnata a contribuire alla democrazia paritaria, a svelare la forza e il ruolo delle donne nelle battaglie per i diritti, a sostenere il potenziale femminile nel tempo presente e a costruire una società più giusta nel prossimo futuro. Tutto ciò nel rispetto di quel primo voto che ci consegnò la responsabilità della democrazia.

Il lungo corso dell’emancipazione

Pubblicato da: robertamori - Ago• 01•16

Suffragette(Bologna, 29 luglio 2016) Nell’ambito della campagna InFILTrazioni legali per la sensibilizzazione e divulgazione della cultura della legalità, una serata al tradizionale cinema all’aperto Arena Puccini ha fatto riflettere con profondità storica sui diritti delle donne nella società di oggi. Con la promozione della FILT Cgil e di LIBERA, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, è stato proiettato il bel film di Sarah Gavron, SUFFRAGETTE. Prima della visione ho preso parte al dibattito su “Diritti delle donne al lavoro ed il diritto al voto” assieme alla segretaria della CGIL regionale Antonella Raspadori e a Daniela Modonesi della FILT. HaSuffragette2 coordinato la serata la giornalista Giulia Gentile. Alla domanda “c’era bisogno in Emilia-Romagna della legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere?”, io ho risposto convintamente SI. Sì, perché il percorso di emancipazione della donna è tuttora in divenire. Sì, perché impegnarsi per garantire i diritti costituzionali è il primo dei doveri democratici. Sì, perché l’Emilia-Romagna ha scelto di fare la propria parte per realizzare una compiuta democrazia paritaria per una società più equa e giusta.

Turchia, deriva umanitaria inaccettabile

Pubblicato da: robertamori - Lug• 29•16

sedeAssemblea(Bologna, 27 luglio 2016) Lo stato di emergenza proclamato dal governo turco dopo il tentato colpo di stato si è tradotto in innumerevoli arresti, la cancellazione di oltre diecimila passaporti e molte migliaia di epurazioni per dipendenti pubblici, insegnanti e magistrati. La formale sospensione della Convenzione europea sui diritti umani ha tolto ogni limite alla repressione di Erdogan, annullato di fatto libertà e diritti dei cittadini turchi. Anche l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, con una Risoluzione dei gruppi PD e SEL, ha voluto esprimere una condanna e la richiesta alle istituzioni italiane ed europee di agire per il ripristino dello stato di diritto in quel Paese, che è strategico per l’equilibrio e la pace in due continenti.

IstanbulCondanniamo il golpe in quanto atto contro la democrazia, ma sottolineiamo che “qualora continuasse questa repressione, la Turchia guidata da Erdogan non dovrebbe essere in alcun modo partner politico, economico e commerciale dell’Italia e dell’Unione Europea”. La Brexit, la crisi internazionale anche legata al terrorismo, mettono in luce la necessità di un’Europa unita che sappia prendere posizione e sostenere i propri valori fondativi quali lo stato di diritto, il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia. Già da tempo è in atto una deriva autoritaria in Turchia con gravissime conseguenze sui gruppi più vulnerabili, le opposizioni e le minoranze come quella curda, sulla libertà di informazione. Desta grave preoccupazione anche la condizione delle bambine e donne turche, che assistono ad una limitazione dei propri diritti che è collegata alla sempre più forte tendenza anti laicista. L’Europa non stia a guardare.