Roberta Mori

Dall’assemblea del PD un ritorno.. alla politica

Written By: robertamori - Mag• 21•18

(Roma, 19 maggio) In un’Assemblea molto partecipata, che definisco un esercizio non banale e non rituale della democrazia, sono state prese decisioni importanti da cui ripartiamo. A sgombrare il campo da ambiguità insostenibili nella situazione attuale, che richiederà l’opposizione solida del PD nella società oltre che in Parlamento, abbiamo preso atto delle dimissioni irrevocabili di Matteo Renzi formalizzate il 5 marzo scorso. E abbiamo approvato all’unanimità la relazione di Maurizio Martina, che guiderà il Partito verso il Congresso anticipato nel segno della discontinuità sia dal punto di vista della dirigenza che della lettura della sconfitta. In estrema sintesi i suoi punti qualificanti sono: non bastano i gazebo per le Primarie, serve la politica; non basta parlare, bisogna ascoltare; i temi strategici per il Paese vengono sempre prima dei nomi.

Nel contesto di un lavoro di elaborazione che sarà ancora lungo e impegnativo, l’Assemblea nazionale ha assunto agli atti, parte integrante dei suoi lavori, il documento delle Donne Democratiche che affronta i temi delle politiche di genere e della parità nella rappresentanza. Un esito che mi soddisfa perché costituisce di fatto l’unico vero elemento di vitalità politica ‘trasversale’ del PD. L’ordine del giorno impegna la nostra comunità politica a non utilizzare le pluricandidature per far prevalere un genere sull’altro; a valorizzare la rappresentanza femminile a tutti i livelli politici e istituzionali; ad impegnare i nostri eletti nelle Regioni ad introdurre la doppia preferenza di genere; a sostenere il rinnovo della Conferenza nazionale delle Donne Democratiche e di tutte le conferenze territoriali; a rinnovare un dialogo profondo con le donne italiane per la realizzazione di una compiuta democrazia paritaria. Ripartiamo dai bisogni delle donne -e quindi della società- per ricostruire il centrosinistra, perché è nella convergenza sui valori di fondo che si ricostruisce il senso dello stare insieme. Il potere per il potere non ci interessa, ciò che vogliamo è il potere al servizio di una società più giusta. E oggi è un nuovo inizio.

Diversità come valore, cresce la Rete in Emilia-Romagna

Written By: robertamori - Mag• 21•18

(Ferrara, Ravenna) La Festa di strada promossa da Arcigay presieduta da Manuela Macario, e da altre associazioni Arcobaleno ed Lgbti ferraresi in occasione della Giornata internazionale, è stata l’occasione per prendere impegni. Importante quello assunto dal vicesindaco Massimo Maisto, che porterà presto in Giunta il testo di legge regionale contro l’omotransnegatività per procedere poi con il vaglio in Consiglio comunale. La proposta di normativa è infatti è oggetto di iniziativa popolare dei Comuni, in particolare delle città dell’Emilia-Romagna aderenti alla rete Re.A.Dy, la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni contro la discriminazione per orientamento sessuale. Dopo Bologna, le giunte stanno via via approvando indirizzi nei consigli comunali per chiederci di licenziare il testo regionale (VEDI). L’altro impegno, da me ribadito dopo il presidio Lgbti davanti all’Assemblea, è di andare fino in fondo in Regione superando le difficoltà in maggioranza, a loro volta segno dei pregiudizi di una società che ancora non accetta le diversità come valore. Eppure parliamo di uguaglianza nei diritti fondamentali della persona sanciti dall’articolo 3 della nostra Costituzione, che è nostro dovere attuare. Presente tra gli altri all’iniziativa la collega PD Marcella Zappaterra.

“Incontro sul progetto di legge regionale per il contrasto all’omotransnegatività” è invece il titolo dell’iniziativa pubblica voluta da Arcigay Ravenna. Invitata dai responsabili Bruno Moroni e Ciro Di Maio del Circolo ‘Dan Arevalos’, vi ho partecipato con il collega PD in Regione Mirco Bagnari, l’assessora comunale a istruzione e politiche di genere Ouidad Bakkali, la psicoterapeuta e formatrice Margherita Graglia, il Gruppo Giovani Lgbt+ di Faenza. Per parte mia ho spiegato perché l’impegno della Regione Emilia-Romagna per rendere strutturali tutti gli interventi antidiscriminatori deve proseguire, sul solco della legge regionale per la parità di genere 6/2014, dello stesso testo di legge del 2014 a prima firma di Franco Grillini e sottoscritto anche da me con alcuni colleghi (testo che abbiamo ripreso in questa legislatura con qualche integrazione condivisa con le associazioni Lgbt ed ora assunto da diverse Giunte Comunali); perché la Regione si è schierata da tempo contro l’intolleranza e l’odio “per chi è diverso” che sta alla base di numerosi atti di bullismo o cyberbullismo, con un’azione sempre più forte di coinvolgimento delle istituzioni educative e larghi pezzi di società che condividono la necessità del benessere degli adolescenti, del superamento di stereotipi a volte devastanti.

Più inclusione sociale e sostegni al reddito

Written By: robertamori - Mag• 18•18

(Castelnovo di Sotto) Incontro partecipato e ricco di spunti quello organizzato dalla lista Castelnovo Democratica nell’ambito di una serie di incontri tematici per approfondire le proposte programmatiche in vista delle elezioni del 10 giugno. Ha partecipato, accanto al candidato Sindaco Francesco Monica, la vicepresidente con delega al Welfare della Regione Elisabetta Gualmini. Il sociale e il tema dei Servizi alla persona è una colonna portante del programma elettorale per Castelnovo Sotto. Durante l’incontro si è sottolineata la volontà di mantenere l’Asp pubblica, di facilitare ai cittadini l’accesso ai servizi socio-assistenziali, di organizzare i servizi offerti dalla Casa della Salute in base alle esigenze delle persone, come indicato dal percorso partecipato promosso dal Comune nei mesi scorsi. Altro obiettivo, ridurre le rette della scuola per l’infanzia a favore delle famiglie più bisognose. La discussione con l’assessora Gualmini ha incrociato le politiche di welfare regionali, che registrano importanti novità per l’inclusione.

In Emilia-Romagna le persone in situazione di grave povertà sono stimate in 90mila, tra cui prevalgono giovani coppie con tre o più figli a carico, single, anziani con bassissimo reddito. Per sostenerli nel loro percorso di autonomia economica e lavorativa, solo per il 2018 la nostra regione dispone ora di 75,3 milioni di euro, una cifra molto più alta di quella prevista inizialmente. Tra pochi giorni l’Assemblea approverà il Piano regionale per la lotta alla povertà 2018-2020, che prevede di rafforzare i Servizi e gli sportelli territoriali impiegando così le risorse: 33 milioni, regionali, vanno a finanziare il RES (il reddito di solidarietà già erogato direttamente ai cittadini con reddito Isee non superiore ai 3.000 euro all’anno); 14,3 milioni, statali, sono assegnati ai Comuni per i servizi a sostegno dei nuclei familiari in povertà e dei senza fissa dimora. Una quota andrà per la prima volta e in via sperimentale a finanziare interventi utili a far sì che i ragazzi allontanati dalle famiglie su provvedimento dell’autorità giudiziaria, raggiunta la maggiore età, possano costruire la propria autonomia senza cadere in stato di indigenza.

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“A fianco di chi viene emarginato”, con coerenza

Written By: robertamori - Mag• 18•18


(17 maggio Giornata internazionale contro omofobia, bifobia, transfobia) A commento del video che riprende il mio intervento durante il presidio in Regione delle associazioni Lgbti, ecco un estratto dal Programma elettorale di BONACCINI PRESIDENTE 2014Il futuro cambia. Cambiamo il futuro: L’impegno della Regione è quello di fare dei diritti civili un punto qualificante della legislazione e dell’amministrazione regionale nel segno del rispetto della libertà, delle prerogative e della dignità della persona umana … nel quadro della legge di parità già approvata … attraverso una normativa antidiscriminatoria verso la collettività LGBTI che la fine anticipata della legislatura regionale ha fermato nonostante l’iter avanzato. Nel quadro delle politiche sui diritti civili la Regione intende svolgere un ruolo da protagonista.