Patto territoriale per superare la crisi Coopsette

Pubblicato da: robertamori - Mar• 21•17

Aula_mori_ok(Bologna, 21 marzo) Preoccupata per la scadenza a fine mese degli ammortizzatori sociali, ho presentato insieme ai consiglieri Silvia Prodi e Yuri Torri un’interrogazione a risposta immediata, per chiedere alla Giunta quale sia lo stato delle trattative o proposte di acquisizione delle aziende Coopsette e che tipo di impegno intenda promuovere per la ricollocazione di tutti i lavoratori e lavoratrici. Ho ricordato che fin dal principio della crisi la Regione Emilia-Romagna si è attivata per la procedura di liquidazione e la tutela dei dipendenti, prima con l’accordo in sede ministeriale del 30 novembre 2015, per la cassa integrazione a favore di 509 lavoratori, poi per l’estensione degli ammortizzatori sociali consentendo la cassa integrazione in deroga sino ad oggi. Le CIG sono in scadenza anche per i lavoratori di Methis e Teleya, rami d’azienda di Coopsette finiti nella liquidazione, che hanno di recente manifestato una forte preoccupazione anche perché le attuali offerte di acquisizione non convincono.

Bologna_presidioCoopsette2Oggi, rispondendo in Aula alle mie domande, l’assessora Palma Costi ha dato gli ultimi aggiornamenti affermando che “alla scadenza degli ammortizzatori, le persone ancora senza lavoro usufruiranno della Naspi e saranno prese in carico dall’Agenzia Regionale del Lavoro attraverso la sottoscrizione dei patti personalizzati necessari ad intraprendere un percorso di formazione finalizzato alla ricollocazione lavorativa. L’obiettivo è la rioccupazione”. Un impegno dunque importante e non scontato della Regione che, con gli amministratori locali del territorio reggiano coinvolto da questa gravissima crisi, sta lavorando alla condivisione di un patto territoriale per l’occupazione (in linea con il patto per il lavoro regionale), insieme alle associazioni di categoria e alle organizzazioni sindacali. Questa infine la situazione aggiornata: Coopsette si trova da inizio 2017 con 247 dipendenti; cinque sono fuori regione, 51 sono di Teleya, 51 di Methis e 140 rientrano nel comparto edilizia. (altro…)

Formazione sui diritti nelle scuole superiori

Pubblicato da: robertamori - Mar• 20•17

Modena_Wiligelmo(Modena, 18 marzo) Un sabato mattina stimolante trascorso al Liceo scientifico statale Wiligelmo dove ho tenuto una lezione che, come già in passate occasioni, si è tradotta in un dialogo denso di contenuti con ragazze e ragazzi dai 16 ai 18 anni che si dimostrano molto attenti e sensibili. Grazie dell’invito alla prof.ssa Iris Montorsi, che da un paio di anni ha aderito con entusiasmo al progetto educativo “Discriminazioni, parità e pari opportunità”, messo in campo dal Comitato Unico delle Professioni intellettuali di Modena e patrocinato dalla Commissione regionale per la parità e i diritti delle persone. Con me durante l’incontro, la promotrice del progetto Mirella Guicciardi che, come coordinatrice della Commissione pari opportunità del CUP, anche per il 2017 ha organizzato le richieste delle Scuole superiori incrociandole con le disponibilità di relatori e relatrici competenti in materia, provenienti da Università e altre istituzioni.

Modena_Corsoparità_12mar16Partendo dalla Costituzione, ove sancisce l’uguaglianza e la parità di genere quale tratto distintivo dei nostri diritti di cittadinanza, ho tracciato un quadro normativo ancora in gran parte disatteso, focalizzando sia i problemi sociali (quali sono la “segregazione” formativa e lavorativa femminile e la violenza che colpisce le donne) da risolvere, che le azioni positive necessarie ad affermare pienamente i diritti della persona. Gli stessi interventi delle studentesse e degli studenti hanno confermato l’utilità di questo approccio formativo sui diritti e contro tutte le discriminazioni che coinvolga direttamente gli adolescenti, che li attrezzi contro gli stereotipi e sulle regole – scritte o meno – di una convivenza civile e di un’inclusione tesa allo sviluppo della società. Una società dove anche le giovani generazioni siano consapevoli della propria soggettività nel rispetto delle differenze.

Sì all’Osservatorio sulla violenza di genere

Pubblicato da: robertamori - Mar• 15•17

Commissione_osservatorio(Bologna, 15 marzo) La commissione Parità e Diritti delle Persone ha espresso parere positivo sul provvedimento di Giunta che, attuando la legge quadro 6/2014, istituisce l’Osservatorio regionale sulla violenza di genere. Come ci ha spiegato l’assessora Emma Petitti, si tratta di un altro tassello importante della strategia delineata dalla legge per la parità, in quanto la nuova struttura tecnica consentirà di monitorare le politiche di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne che si stanno realizzando in tutte le aree territoriali e di valutarne l’efficacia. Ciò grazie ad un’ampia pluralità di competenze coinvolte. L’osservatorio raccoglierà inoltre dal territorio i bisogni e le richieste per la formazione degli operatori/trici che, a vario titolo, si occupano delle donne in difficoltà. Dopo questo parere, la delibera di istituzione sarà approvata dalla Giunta che, parallelamente, avvierà anche il Tavolo sulle politiche di genere, per mettere in rete tutti i soggetti comprese le rappresentanze economiche.

FondazioneIl monitoraggio continuo rappresenta un’azione molto concreta, che risponde alla necessità di dare un’interpretazione autentica della realtà, al di là delle ricostruzioni di tipo cronachistico dei femminicidi. Sarà altrettanto importante l’avvio del Tavolo regionale permanente per le politiche di genere, che aprirà alla collaborazione con altre ‘agenzie’ che raccolgono i dati, ad esempio la Polizia di Stato. I Tavoli istituiti a livello provinciale daranno una grande mano proprio per condividere dati e informazioni utili, poiché la clausola valutativa in legge ci impone di misurare l’efficacia delle nostre politiche. Va poi sottolineato che le linee di indirizzo contenute nella norma aiutano gli enti locali a rendersi proattivi su questi fenomeni per una prevenzione a 360 gradi. Il gruppo di lavoro dell’osservatorio regionale è formato da esperti/e della Regione nei vari settori, dalle politiche sociali a quelle per la sicurezza, dall’assistenza ospedaliera ai consultori sino all’Agenzia del lavoro. Ma si avvale anche di interlocutori del territorio: due rappresentanti del coordinamento dei Centri antiviolenza, (altro…)

Parlamento e territori a confronto sulla parità

Pubblicato da: robertamori - Mar• 14•17

Bologna_confelette_parlamentari_13mar17(Bologna) L’8 marzo è passato ma il percorso per la parità richiede impegno costante, lontano dai riflettori, tutti i giorni. “365 giorni l’anno” è lo slogan scelto dalla Commissione per la parità e i diritti delle persone per riunire la Conferenza delle Elette dell’Emilia-Romagna in un confronto plurale sulle attuali politiche antidiscriminatorie e sui provvedimenti in itinere, coinvolgendo questa volta, oltre alle amministratrici locali, i Parlamentari, le Parlamentari e Associazioni regionali che operano a favore dei diritti femminili e della persona. Sono molti gli interventi normativi ancora attesi a livello nazionale, volti a colmare la distanza che separa uomini e donne nella vita pubblica e in quella privata, che inciderebbero molto positivamente sull’occupazione, il lavoro e il welfare, la tutela della salute, lo sport. Ce ne hanno parlato, presente l’assessora Emma Petitti, alcuni parlamentari eletti in Emilia-Romagna, che hanno accolto il nostro invito comprendendo la necessità di un’azione più integrata tra i diversi livelli istituzionali e territoriali.

Bologna_confelette_13mar17La deputata Antonella Incerti ha ricordato la sua proposta di legge sulla parità di genere -non ancora calendarizzata in commissione- ispirata alla legge quadro dell’Emilia-Romagna, in quanto finalizzata a superare l’attuale frammentazione e dare strutturalità alle politiche di genere. La senatrice Josefa Idem ha invece parlato della proposta di legge per la parità delle atlete professioniste e in ambito sportivo, anche in questo caso iscritta ma in attesa di essere discussa. L’onorevole Marilena Fabbri ha riferito sul testo approvato alla Camera (in attesa del passaggio in Senato) per la tutela degli orfani di femminicidio domestico, mentre Paola Boldrini, firmataria della proposta di legge per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere, ha ricordato l’impegno che ha portato alla firma di un protocollo per introdurre l’approccio di genere negli insegnamenti delle facoltà di medicina di numerosi atenei. Dei temi affrontati dalla commissione Lavoro della Camera ha poi parlato la deputata Patrizia Maestri, che ha rappresentato un impegno costante per arrivare a riconoscere il lavoro di cura e i carichi familiari delle donne. Il senatore Sergio Lo Giudice ha tracciato il quadro degli interventi normativi adottati nel corso di questa legislatura in tema di diritto di famiglia, mentre l’onorevole Maino Marchi ha ricordato che la nuova legge di contabilità ha normato il bilancio di genere e il Pil non sarà più l’unico indicatore per valutare lo stato di benessere del Paese. (altro…)