IRCCS reggiana, Ricerca al servizio della prevenzione

Pubblicato da: robertamori - Mag• 19•17

Reggio Emilia_sanità_10mag17(Reggio Emilia) Il Circolo PD Sanità e welfare coordinato da Gian Maria Fantuzzi ha riunito sia professionisti che amministratori pubblici per capire meglio presente e futuro della ricerca medico-scientifica che fa capo all’Istituto reggiano di Ricovero e Cura a carattere Scientifico. Il Presidio IRCCS, che opera in Tecnologie avanzate e modelli assistenziali in Oncologia nell’ambito dell’Arcispedale Santa Maria Nuova, manterrà inalterata la sua funzione, autonomia e specificità anche nella prossima Azienda unica frutto della fusione tra Ausl e Ospedale. Parliamo di un’attività di ricerca davvero speciale, di cui il direttore scientifico Massimo Costantini ha evidenziato la portata nazionale e internazionalel’impatto concreto per l’avanzamento della cura e soprattutto della prevenzione, così come le modalità di lavoro strettamente connesse al territorio.

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alla cena di autofinanziamento promossa dal Circolo Sanità

La ricerca medico-scientifica infatti, per sua natura, non ha confini nazionali ma necessita al tempo stesso di un costante riscontro su una popolazione -intesa nella sua interezza- di riferimento. Anche la biologa molecolare Alessia Ciarrocchi, ricercatrice rientrata dall’estero che oggi conduce il Laboratorio sulla genomica dei tumori, ha rimarcato la specificità dell’IRCCS del Santa Maria Nuova in quanto Istituto di libera ricerca, indirizzata dunque a tutti, non solo ai pazienti già in carico alla struttura ospedaliera. Sono intervenuta a rappresentare il percorso di integrazione delle Aziende, sottolineando il contesto di fiducia e consapevolezza -dovuto anche ai rapporti più che mai rodati tra Sanità e associazionismo- nel quale si inserisce il progetto regionale di fusione. Hanno partecipato alla tavola rotonda moderata da Roberto Fontanili della Gazzetta, anche il direttore di Epidemiologia Paolo Giorgi Rossi, il dirigente medico dell’IRCCS Filippo Lococo, il Sindaco Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e il segretario PD di Reggio Emilia Andrea Costa.

L’unione dei Garanti.. fa la forza dei diritti!

Pubblicato da: robertamori - Mag• 12•17

Commissione_18gen2017(Bologna, 10 maggio) La Commissione Parità e Diritti delle Persone ha approvato all’unanimità due risoluzioni che chiedono alla Regione di attivarsi affinché venga finalmente istituita la figura del Difensore Civico nazionale, come previsto dalle normative europee e da risoluzioni approvate in sede Onu e UE, a rafforzamento del ruolo di garanzia per le persone rispetto a mancanze o discriminazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. La presenza di un ‘Ombudsman’ (difensore civico) è infatti parametro di democraticità per gli Stati e requisito per l’adesione all’Unione europea, e lo stesso coordinamento che riunisce i Difensori civici regionali ne ha da tempo sottolineato la necessità a fronte di una crescita dei bisogni di tutela delle persone nel campo dei diritti umani, sociali e di salute, in coerenza con i principi della Carta Costituzionale. Non solo.

partecipazioneRiteniamo che il Parlamento debba valutare l’istituzione di un coordinamento nazionale di tutti gli Istituti di Garanzia (compresi i Garanti detenuti e minori), al fine di integrare nel modo più funzionale ed efficace le risorse umane e strumentali, nonché i processi di gestione per l’effettiva esigibilità dei diritti superando situazioni “disomogenee sui territori” e la frammentazione degli interventi di tutela, come ha spiegato la prima firmataria di questa Risoluzione (TESTO) Francesca Marchetti. È secondo noi fondamentale che l’Italia si doti della figura dell’Ombudsman e che ci sia una forte integrazione tra le figure di garanzia dei diritti; ho inoltre proposto che la nostra Commissione coinvolga l’Anci per promuovere fra i Comuni dell’Emilia-Romagna la possibilità di avvalersi del Difensore civico regionale attraverso convenzione. In generale il rafforzamento degli Istituti di Garanzia porta un valore in termini di educazione civica, perché promuove la strada della persuasione e può superare in parte il conflitto giudiziario tra cittadini e pubblica amministrazione. Il Difensore regionale Gianluca Gardini ha dichiarato:

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Tuteliamo il prestito sociale cooperativo

Pubblicato da: robertamori - Mag• 10•17

sedeAssemblea(Bologna, 9 maggio) Nell’ultima seduta di Assemblea la Regione Emilia-Romagna ha trattato la questione relativa alla crisi del comparto edilizio in particolare delle cooperative reggiane. Con risoluzione (TESTOsottoscritta da me e dal segretario regionale PD Paolo Calvano, da Sinistra Italiana e Mdp – poi approvata a maggioranza – abbiamo chiesto a Governo e Parlamento di rafforzare, in prospettiva, il sistema di controllo dei bilanci delle società cooperative, nonché strumenti di garanzia e tutela del prestito per i singoli e le famiglie mediante l’istituzione di un fondo nazionale intercooperativo e anche attraverso l’autoregolamentazione del mondo cooperativo. Nell’immediato, l’auspicio e la sollecitazione urgente è che si ritrovi lo spirito solidale e mutualistico che ha da sempre ispirato l’azione e il radicamento delle società cooperative e, dunque, le risorse per il ristoro delle perdite di tante persone che hanno investito nel lavoro e nel futuro.

socicoop-20170418Nel mio intervento in Aula non ho nascosto la preoccupazione per la situazione che stanno attraversando i soci prestatori e i lavoratori a seguito delle recenti liquidazioni coatte che hanno interessato Coopsette e Unieco, le quali si sommano a Orion e CMR. Il sistema cooperativo ha generato, in alcune parti d’Italia più che altrove, un valore economico-sociale rilevante che ha garantito emancipazione e sviluppo ai singoli come ad interi territori. Ma la recente crisi economica unita a ragioni specifiche anche di inadeguatezza gestionale, ha determinato due ordini di problemi: il primo di carattere occupazionale, che la Regione ha affrontato mediante formazione e riqualificazione del personale e che sta affrontando con la proposta di un patto territoriale per il lavoro a livello locale che ricollochi i lavoratori. Il secondo problema è appunto la perdita consistente dei prestiti sociali, decine i milioni andati in fumo, con il conseguente impoverimento di persone e famiglie.

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Crescono i presìdi comunali per la parità

Pubblicato da: robertamori - Mag• 09•17

SanMartinoinRio_ commissione_8mag17(San Martino in Rio, 8 maggio) Prima riunione della nuova Commissione Pari Opportunità del Comune, nata grazie alla volontà e al lavoro portati avanti in particolare dall’assessora Rosamaria D’Urzo e dalla consigliera Federica Bellei, che mi hanno invitato a “tenere a battesimo” l’insediamento ufficiale. La commissione istituita va infatti ad attuare concretamente, a livello locale, la Legge quadro regionale per la parità e contro le discriminazioni di genere per quanto riguarda il raccordo tra istituzione e comunità su temi sensibili quali i diritti esigibili delle donne, la prevenzione della violenza, la tutela delle persone disabili e a rischio di emarginazione sociale. Come ho detto nell’occasione, la Commissione rappresenta prima di tutto la passione civile di donne che si mettono a disposizione della propria comunità con l’obiettivo di una maggiore equità sociale. Un ringraziamento anche a nome della Regione a queste Comunità che danno vita a veri e propri presìdi locali sui diritti della persona. Questa la composizione della Commissione: presidente Valentina Zanni, vicepresidente Sara Canepari, componenti Manola Balestreri, Giulia Lazzaretti, Prabhjyot Kaur Sing, Francesca Zanni. Portatrici di diverse esperienze lavorative, di studio, di vita, ma accomunate dallo stesso entusiasmo.