Welfare aziendale e qualità del lavoro, per crescere

Pubblicato da: robertamori - Feb• 23•17

Audizione_welfareaziendale_Mori(Bologna, 23 febbraio) Solidarietà 90 è una cooperativa di Reggio Emilia aderente a Legacoop regionale, che da oltre venticinque anni si occupa di servizi socio educativi in collaborazione con enti pubblici e privati. Il 73% dei suoi 314 dipendenti è assunto a tempo indeterminato e il codice etico applicato garantisce alle lavoratrici e lavoratori condizioni eque e non discriminanti, conciliazione dei tempi, formazione e riqualificazione professionale. A illustrare la crescita di Solidarietà 90, ottenuta grazie a queste buone prassi di welfare aziendale, è intervenuta la sua presidente Elena Bertolini, invitata in Regione insieme ad altre esperienze cooperative virtuose e vincenti sul mercato, dalla Commissione Parità e Diritti delle Persone in audizione congiunta con la Commissione Politiche economiche. Presenti anche gli Assessorati regionali al welfare e al lavoro, a raccogliere un contributo di esperienze e buone prassi che consideriamo determinante per lo sviluppo dell’azione regionale.

WELFAREAZIENDALEApprofondiremo ancora e con approccio plurale, coinvolgendo anche gli altri protagonisti che a tutti i livelli promuovono azioni di welfare aziendale e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Perché per adottare politiche efficaci e misurate sui nuovi bisogni che la società esprime, è necessario far convergere gli obiettivi dettati dalla Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere in una collaborazione tra pubblico e privato che vorremmo fosse strutturale e integrata. Una necessità sottolineata in audizione anche da Rita Finzi (VIDEOINTERVISTA), responsabile della commissione Pari Opportunità di Legacoop Emilia-Romagna, che rappresenta 1.700 cooperative per circa 100 mila occupati. Sintetizzando i suggerimenti avanzati dai rappresentanti delle cooperative intervenute, la dirigente di Legacoop ha chiesto che la Regione valuti possibili misure di defiscalizzazione a favore delle aziende che adottano una maggiore flessibilità organizzativa nel lavoro e l’introduzione di una “certificazione di qualità”, che premi con un punteggio nell’accesso ai bandi pubblici le aziende che dimostrino di investire nel welfare aziendale e nelle pari opportunità. (altro…)

Reddito di solidarietà, approvato il regolamento

Pubblicato da: robertamori - Feb• 22•17

sedeAssemblea(Bologna, 21 febbraio) In commissione Politiche per la salute e sociali abbiamo dato parere positivo all’atteso regolamento della Giunta, collegato all’approvazione della legge regionale 24/2016, sulle modalità di attuazione del Reddito di solidarietà (Res). Presentato dall’assessora al welfare Gualmini, il documento individua i beneficiari, i requisiti e le modalità di accesso e stabilisce una sospensione della ricezione delle domande in caso di esaurimento delle risorse disponibili, che ammontano a 35 milioni per questo primo anno. La misura potrebbe interessare fino a 80mila persone che oggi vivono in condizioni di povertà, tra cui soprattutto giovani coppie con tre o più figli a carico, single, anziani con bassissimo reddito. Tra le regole, vi è la presentazione di una Dichiarazione sostituiva unica (Dsu) ai fini Isee, in corso di validità, da cui risulti un valore non superiore ai 3.000 euro.

cooperazioneL’ammontare del Res è proporzionato alla numerosità del nucleo familiare e si andrà da un minimo di 80 euro mensili per una singola persona, ai 400 euro per cinque componenti. Si individuano poi i soggetti coinvolti nel progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo che viene attivato insieme al Reddito. Trovate maggiori informazioni a questo LINK. Per quanto riguarda l’efficacia della misura e il coordinamento tra Res e Sostegno nazionale per l’inclusione attiva (Sia), ricordo l’ordine del giorno che abbiamo approvato assieme alla legge, che impegna la Giunta ad ampliare ove possibile la platea dei beneficiari sulla base del primo rapporto di monitoraggio sul Reddito di solidarietà e ad utilizzare i fondi statali non spesi per un sostegno all’occupazione giovanile. La verifica sui territori, presso i Comuni e i Servizi, sarà fondamentale al fine di correggere il tiro ove serve e mettere sempre le risorse a disposizione di chi ne ha davvero bisogno.

Slot Free, crescono le premialità per gli esercenti

Pubblicato da: robertamori - Feb• 22•17

slotfreeCresce la consapevolezza e l’impegno dei nostri Comuni, in tutta l’Emilia-Romagna, per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo patologico, anche in virtù della legge regionale n. 5/2013 che ha introdotto misure di prevenzione, di contrasto e di premialità per gli esercizi che espongono il marchio regionale “Slot freE-R”. Possono aderire, tramite i Comuni cui la Regione ha delegato il rilascio del marchio, quelle attività commerciali (nella quali il gioco non è l’attività principale) che non ospitano apparecchi per vincite in denaro (slot/awp) e totem telematici per collegarsi ai siti internet di gioco, o li abbiano disinstallati. Ho partecipato, a Castelnovo di Sotto, ad uno degli incontri di approfondimento sugli effetti personali e sociali del gioco d’azzardo patologico e di consegna del marchio Slot Free.

Castelnovo_slotfreePrezioso l’intervento di Matteo Iori, esperto e impegnato da sempre nel contrasto alle dipendenze con la onlus Papa Giovanni XXIII, seguito dal Sindaco Maurizio Bottazzi che ha consegnato le vetrofanie del marchio ai titolari degli esercizi locali che hanno scelto di rinunciare ad un guadagno per fare prevenzione. Di recente la Giunta ha approvato una direttiva che stabilisce, d’ora in poi, i criteri nell’attribuzione di fondi a vantaggio dei locali con il marchio Slot freER. Tra le premialità, è previsto lo sconto del 20% sulla TARI per gli esercenti. E se a venticinque Comuni (e Unioni) dell’Emilia-Romagna vanno già i 150mila euro messi a bando dalla Regione nel 2016, molti altri potranno concorrere sul prossimo bando, grazie allo stanziamento 2017 di 300mila euro per azioni di supporto agli esercizi virtuosi.

L’associazionismo per uno Sport inclusivo

Pubblicato da: robertamori - Feb• 20•17

congressoUisp(Bologna, 19 febbraio) Per numero di soci -300mila- e associazioni, la Uisp Emilia-Romagna è una realtà molto importante, tra le prime in Italia, al servizio dello sport. Il suo IX congresso ha rilanciato la sua profonda vocazione, quella di promuovere salute, benessere, stili di vita sostenibili tra le persone nelle diverse fasi della vita, nessuno escluso, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni e agli sport emergenti. Un augurio di buon lavoro a Mauro Rozzi, confermato presidente, a tutti gli amici e amiche di Uisp con cui collaboriamo abitualmente. A 69 anni dalla nascita, l’Unione Italiana Sport per Tutti ha scelto un titolo congressuale, “In movimento tra identità e nuove prospettive”, che assume più significati, non ultimo il ruolo sociale che l’associazionismo sportivo ha, oggi, nella costruzione di comunità partecipate e solidali. La Regione sta sostenendo lo sport dall’inizio della Legislatura, con massicci investimenti sugli impianti e gli spazi e coinvolgendo società, associazioni e volontariato nell’impegno di riaffermare il diritto della persona alla pratica sportiva.

solidarietaIl progetto di legge regionale sullo sport, che sarà presto in discussione in Assemblea, dovrà rispondere a molte esigenze: di quanti in Emilia-Romagna non hanno trovato accesso concreto e soddisfacente alle attività sportive-motorie, così come alle esigenze degli 800mila iscritti a enti di promozione sportiva, dei 370mila atleti aderenti alle federazioni e dei circa 3 milioni di praticanti le attività motorie. A tutti e tutte va garantita accessibilità ad uno sport diffuso, sicuro, inclusivo e mai discriminante. Bene ha fatto il presidente della Regione Stefano Bonaccini, nel suo saluto al Congresso Uisp, a sottolineare questo impegno assunto nelle sedi di concertazione e la necessità di ampliare l’accesso allo sport. Stiamo lavorando affinché la nuova legge, anche grazie al contributo quotidiano del migliore associazionismo, sia un’ulteriore occasione di costruire la comunità regionale che vogliamo: coesa, plurale, educante.