Roberta Mori

W l’amore e la “buona” educazione

Written By: robertamori - Dic• 18•18

(Bologna, 17 dicembre) “Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore. Riflessioni, percorsi e materiali per l’educazione all’affettività e alla sessualità” è il tema dell’evento organizzato, nell’Aula absidale di Santa Lucia, dalle responsabili del Progetto regionale “W l’Amore” Paola Marmocchi ed Eleonora Strazzari dell’Azienda USL di Bologna. Rivolto ad operatori e operatrici delle Aziende Sanitarie che lavorano nei Consultori familiari, Spazi Giovani e Giovani adulti, Spazi donne immigrate, agli insegnanti, educatori e associazioni, il convegno ha focalizzato i percorsi e i risultati di un Progetto che compie 5 anni. Dopo i saluti portati dalla vicepresidente della Regione Elisabetta Gualmini, ho contribuito a motivare l’importanza di questo approccio educativo che, senza forzature, aiuta le/gli adolescenti a conoscersi, a rispettarsi, a relazionarsi in modo sano superando timori, pregiudizi, stereotipi.

Gli interventi della Direttrice Azienda USL bolognese Chiara Gibertoni, del prof. Antonio Bazzocchi sul “codice del corpo”, di Laura Pomicino sulla prevenzione della violenza nelle relazioni intime, hanno rilanciato i motivi di “W l’amore”. Il progetto è attivo in tutta l’Emilia-Romagna dal 2014 dopo una sperimentazione nei territori di Bologna, Forlì, Reggio Emilia e i dati del recente monitoraggio sono significativi: ad esempio, il 95,4% delle famiglie ritengono positivo il percorso fatto dai loro figli a scuola nell’ambito del progetto, riscontrando progressi in termini di curiosità, dialogo e consapevolezza. Le differenti risposte tra ragazzi e ragazze inoltre, stanno già orientando gli educatori a calibrare al meglio i percorsi. La Regione Emilia-Romagna continuerà dunque a promuovere l’educazione all’affettività e alla sessualità su basi scientifiche e con trasparenza, informando e coinvolgendo le responsabilità genitoriali.

Us Girls! Da Reggio Emilia lo sport per tutte

Written By: robertamori - Dic• 17•18

(Bagnolo) Grazie ad un gruppo di ragazze bravissime quanto consapevoli, e alla sensibilità del Comitato UISP di Reggio Emilia, è stato avviato il progetto US Girls, che promuove lo sport e il benessere psicofisico per e con le donne. Si tratta dell’offerta di un’opportunità molto concreta: fare attività sportiva non agonistica, gratuitamente, con l’obiettivo molteplice di abbattere gli stereotipi, aumentare le relazioni sociali, incrementare la propria salute e autostima. Da gennaio a maggio 2019 Uisp promuove dunque una serie di appuntamenti nelle palestre, piscine e parchi del territorio reggiano per praticare discipline sia indoor come danza, difesa personale, acquagym, yoga, sia sport outdoor quali jogging, gruppi di cammino e pilates all’aperto. Il calendario mese per mese si trova sul sito www.usgirls.it e su www.uisp.it/reggioemilia.

Naila Blal, Sabrina Baiata, Alice Lusetti e Giulia Maccagnani sono le giovani promotrici Uisp del progetto, sostenute dall’autrice teatrale e istruttrice Monica Franzoni e dall’ex calciatrice della nazionale di calcio femminile Federica D’Astolfo. Ho partecipato con grande piacere alla serata di presentazione, sottolineando che progetti così sono un importante contributo all’uguaglianza di genere, obiettivo n. 5 di Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile del Pianeta e invitando le promotrici, il direttore Giorgio Gollini, come il presidente Uisp Reggio Emilia Azio Minardi a illustrarne ragioni e modalità in Commissione Parità e Diritti delle Persone, affinché l’esemplarità del progetto si traduca in attenzione e diffusione sugli altri territori. E a rafforzare la politica egualitaria e di empowerment femminile che la Regione sta realizzando con le proprie norme antidiscriminatorie e con investimenti finanziari per l’accessibilità allo sport per tutte e tutti.

No alle discriminazioni per maternità

Written By: robertamori - Dic• 14•18

(COMUNICATO Bologna, 14 dicembre 2018) Nel 2017 in Emilia-Romagna gli Ispettorati del lavoro hanno riscontrato 52 violazioni delle norme di tutela delle lavoratrici madri, la maggior parte in aziende del terziario, riconducibili a mancata fruizione di congedi, riposi, permessi od erogazioni di trattamenti economici e indennità per maternità, con un aumento del 27% rispetto all’anno precedente. Si va dalle 16 mancate tutele accertate a Modena, ai zero casi di Reggio Emilia. Questi fra i dati presentati oggi in Regione dal direttore dell’Ispettorato del Lavoro distretto Nord EstStefano Marconi, che hanno motivato la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra l’Ispettorato e la Consigliera regionale di Parità (figura statale di garanzia per il contrasto delle discriminazioni sul lavoro) Sonia Alvisi, con l’obiettivo di promuovere monitoraggi più puntuali, formazione presso le aziende e interventi concreti antidiscriminatori e di conciliazione.

“Il fatto che a Reggio Emilia i controlli non abbiano riscontrato queste forme di abuso è indice positivo, – sottolinea la presidente della Commissione regionale Parità e Diritti delle PersoneRoberta Mori, intervenuta in conferenza stampa – di consapevolezza diffusa tra le lavoratrici dei propri diritti e di una responsabilità sociale di impresa che sul territorio reggiano si traduce anche in attenzione per la conciliazione tra lavoro e maternità.” Un’attenzione che va posta soprattutto al tema delle dimissioni “forzate” o comunque motivate dalla nascita di un figlio. Il monitoraggio dell’Ispettorato del lavoro evidenzia infatti, senza dettagli per provincia, che in Emilia-Romagna la causa principale di dimissioni per le lavoratrici è l’assistenza al neonato (37%). Mentre per gli uomini la prima motivazione delle dimissioni da un posto di lavoro risulta il passaggio ad un’altra azienda (72%) e i fattori familiari sono quasi irrilevanti (2%).

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“Natale con il MIRE”, grazie alle donne reggiane

Written By: robertamori - Dic• 13•18

(Reggio Emilia, 12 dicembre) Una serata natalizia di testimonianze, storie e progetti per il futuro con al centro l’Ospedale Maternità e Infanzia, quella promossa da CuraRe onlus e dalla sua presidente Deanna Ferretti, cui hanno partecipato con parole importanti, tra gli altri, il Sindaco Luca Vecchi, il presidente della Conferenza Sociale Sanitaria Territoriale e sottosegretario alla Presidenza della Regione Giammaria Manghi, il Direttore Generale Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia Fausto Nicolini, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.“Grazie alle donne di Reggio”, ha detto Deanna Ferretti nel corso della presentazione del progetto esecutivo dell’Ospedale che arricchirà l’offerta sanitaria del nostro territorio. La ringrazio, perché ha sottolineato che il cuore pulsante di questo straordinario obiettivo di Comunità sta prima di tutto nella forza, nella consapevolezza e nel profondo civismo delle donne reggiane.

Gli attori che rendono possibile l’opera sono molteplici e ne sottolineo il ruolo. A partire dalla Regione Emilia-Romagna, con un finanziamento dedicato di oltre 25 milioni: un impegno che ritengo coerente con quello complessivo, a tutto campo, per l’universalità concreta del servizio sanitario, come dimostra l’abolizione da gennaio della quota aggiuntiva su farmaci e specialistica ambulatoriale (il cosiddetto superticket) per oltre 3 milioni di cittadine e cittadini emiliano-romagnoli di cui 414.300 reggiani. E poi le professionalità e l’investimento della stessa Azienda Sanitaria, la lungimiranza e sensibilità politica dell’Amministrazione comunale, degli altri enti locali e della provincia. A tale sforzo istituzionale ha fatto da sponda e pungolo incessante Curare onlus, con iniziative volontarie di raccolta fondi che hanno consentito di finanziare l’avvio dell’opera e alimentato nuova, preziosa, cultura della solidarietà. In questo quadro di responsabilità, non va mai trascurato il ruolo che le donne hanno avuto e continueranno ad avere nello sviluppo dei servizi per la salute femminile.

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