La nostra azione per la parità nelle giunte comunali

Pubblicato da: robertamori - Gen• 19•17

Commissione_18gen2017(Bologna, 18 gennaio 2017) Abbiamo chiamato il prof. Gardini, Difensore civico regionale, a fare il punto in Commissione sulle procedure di sollecito in corso volte all’applicazione della legge 56 del 2014 (c.d. legge Delrio) per la equa composizione delle Giunte comunali, in particolare dopo l’invio di una sua nota informativa a tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna con più di 3.000 abitanti. Sempre su segnalazione, il Difensore si è occupato di alcuni casi di giunte dove non era rispettata la misura minima del 40% per entrambi i generi: ad Alto Reno Terme nel bolognese, dove il Sindaco ha provveduto a nominare un’assessora, a Casina nel reggiano dove si sta procedendo con l’opzione di un bando pubblico, a Polesine Zibello nel parmense, dove il Sindaco ha invece risposto al Difensore giustificando una presunta impossibilità di nominare donne competenti in Giunta.

partecipazioneLa normativa nazionale impone infatti o di attivare riesami delle candidature o avvisi pubblici, oppure di fornire prove documentate che motivino il mancato rispetto della quota di rappresentanza; mancanza questa che può colpire anche gli uomini, come accaduto ad esempio a San Lazzaro di Savena dove la Sindaca ha poi ristabilito l’equilibrio (senza sollecito del Difensore) con la nomina di assessori. Parliamo comunque di una legge dello Stato che, se non attuata, al pari delle altre può determinare situazioni di illegittimità amministrativa, impugnazioni e conseguente invalidità di atti comunali. Per questo, oltre al dovuto rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza e parità di genere nella partecipazione democratica, al valore culturale quanto mai importante che sottende la legge Delrio o la legge quadro regionale 6/2014, va scongiurato un rischio concreto per i nostri Comuni attraverso l’affermazione costante della Legalità. Infine, la Commissione Parità e Diritti delle Persone sta valutando un atto di indirizzo a favore dell’istituzione di un Difensore civico nazionale, a garanzia di una tutela organica e uniforme dei diritti di cittadinanza.

Passi avanti per il diritto alla casa

Pubblicato da: robertamori - Gen• 18•17

edilizia_residenziale(Bologna, 17 gennaio 2016) Tra i provvedimenti all’ordine del giorno della prima Assemblea dell’anno, abbiamo approvato una delibera che estende la facoltà delle famiglie di acquisire l’alloggio a proprietà indivisa nel quale vivono. Rispetto alla legge regionale 11/2016 in materia di politiche sociali, per le giovani generazioni e abitative, ora è più facile la trasformazione da proprietà indivisa a proprietà individuale degli alloggi realizzati con un contributo della Regione, qualora i soci o inquilini locatari lo richiedano. Considerata la profonda crisi del settore edilizio in particolare cooperativo, abbiamo voluto garantire il diritto alla casa degli assegnatari anche quando le imprese di costruzione siano in liquidazione coatta, fallimento o concordato. Si tratta di casi concreti, circa un migliaio di famiglie in Emilia-Romagna stanno vivendo questa difficoltà. La Regione ha anche eliminato gli interessi legali sulla restituzione del contributo pubblico e portato al 60% del valore Istat il tasso di rivalutazione del contributo restituito. Le somme che saranno recuperate rispetto al contributo inizialmente concesso, andranno ad ampliare l’offerta regionale di locazione a canone ridotto e favorire l’acquisto della prima casa nell’ambito dell’edilizia residenziale sociale.

emilia-romagna-regione-535x300Abbiamo poi affrontato ancora una volta in Aula il tema dei Nidi 0-3 anni. Illustrata dalla collega PD Francesca Marchetti, già relatrice della legge che ha ridefinito i servizi educativi e introdotto l’obbligo vaccinale per la prima infanzia, abbiamo presentato una Risoluzione che impegna la Giunta regionale a “sostenere anche economicamente, in collaborazione con gli enti locali, il progressivo contenimento delle tariffe per le famiglie economicamente più disagiate”, tenendo conto delle difficoltà di bilancio dei Comuni ma riaffermando la necessità di aiutare quei genitori che non ce la fanno.

Sanità reggiana, il mio impegno sulla fusione

Pubblicato da: robertamori - Gen• 17•17

p460x276_1333355341ospedale santa maria nuova reggio 18(Bologna, 16 gennaio 2017) In commissione Salute e Politiche sociali i funzionari della Direzione Sanità hanno illustrato il progetto di legge della Giunta regionale per la fusione dell’Ausl di Reggio Emilia con l’Azienda ospedaliera Arcispedale Santa Maria Nuova, che prevede tra l’altro il trasferimento all’Ausl del recente Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico). Sono stata nominata relatrice di maggioranza di questo importante provvedimento e metterò dunque il massimo impegno per approfondire tutti gli aspetti del progetto di fusione, in modo da coglierne appieno le potenzialità a favore della sanità reggiana e dell’intero sistema regionale. L’Ausl e l’Arcispedale sperimentano da tempo forme di integrazione nella programmazione e gestione dei servizi sanitari. La normativa regionale dovrà garantire che l’obiettivo di contenimento della spesa pubblica si coniughi pienamente col mantenimento dei migliori standard qualitativi e quantitativi. In attesa di riparlarne nel merito, ecco il TESTO DEL PROGETTO DI LEGGE PROPOSTO DALLA GIUNTA, che prevede anche misure di promozione della trasparenza e per l’istituzione dei registri regionali dei tumori e di altre patologie, della mortalità e per gli impianti protesici.

7 gennaio, il futuro in una Bandiera

Pubblicato da: robertamori - Gen• 10•17

cervi_mattarellaok_2017Ancora una volta la Festa del Tricolore del 7 gennaio ha riunito la comunità di Reggio Emilia attorno a simboli che parlano di noi e che ci rappresentano oltre i riti e le celebrazioni. A Casa Cervi, definita da Sergio Mattarella nel suo intervento “tempio della libertà”, il Presidente della Repubblica ha scritto sul quaderno dei visitatori: “In questo luogo il ricordo e la riconoscenza si fondono con la speranza per il futuro del nostro Paese.” Memoria e futuro si trovano indissolubili anche nel rinnovato Museo del Tricolore, che amplia il museo storico della Bandiera grazie all’installazione permanente della mostra di arte contemporanea ’90 artisti per una Bandiera’, realizzata da CuraRe onlus nel 2013 e portata tra l’altro a Roma e Torino per sostenere il progetto del nuovo ospedale materno-infantile di Reggio Emilia MIRE.

reggioemilia_tricolore_2017Lo ha ricordato il Sindaco Luca Vecchi in occasione della presentazione al pubblico del nuovo Museo, sottolineando il senso di un’operazione di mecenatismo culturale e sociale che unisce amore per la storia e per l’arte con valori quali il civismo, la solidarietà, la cura della persona. Gli spazi di Palazzo Casotti, restaurati e riqualificati con le opere di artisti italiani e internazionali di pregio che reinterpretano il Tricolore, sviluppano la nostra vocazione al contemporaneo e l’attrattività del sistema museale reggiano. Inoltre, saranno “vissuti” da tanti giovani grazie a laboratori didattici organizzati dalle scuole. Grazie dunque ai progettisti, al Comune e all’imprenditoria per aver fortemente contribuito e alla presidente di CuraRe onlus, Deanna Ferretti Veroni, per aver voluto condividere sino in fondo un percorso corale e collettivo con Reggio Emilia che, da oggi, offre a concittadini e visitatori un simbolo in più che parla di noi.