Roberta Mori

Dov’è l’Ires agevolata per il volontariato?

Written By: robertamori - Gen• 16•19

(Bologna, 16 gennaio) COMUNICATO STAMPA. RADDOPPIO IRES PER VOLONTARIATO. APPROVATA IN REGIONE UNA RISOLUZIONE PD CHE CHIEDE L’IMMEDIATO RIPRISTINO DELL’AGEVOLAZIONE FISCALE. «Il raddoppio dell’Ires è stato un vero colpo basso per centinaia di enti no profit come quelli di assistenza sociale e ospedalieri, società di mutuo soccorso, istituti di istruzione e di ricerca, associazioni con finalità non lucrative, benefiche, sociali o culturali impegnate quotidianamente in attività fondamentali per le nostre comunità.» Così la pensa la consigliera regionale Roberta Mori, firmataria con il Gruppo PD di una Risoluzione che condanna senza mezzi termini la misura contenuta nella Manovra finanziaria del Governo giallo-verde e ne chiede il ritiro.

Oggi la Risoluzione è stata approvata a maggioranza dalla Commissione Politiche sanitarie e sociali «senza aspettare, dati i precedenti, il rimedio promesso prima dal ministro Di Maio e poi dal premier Conte a seguito delle amplissime proteste. Ricordo che la modifica doveva essere fatta “nel primo Consiglio dei Ministri utile” ma ancora non è pervenuta», puntualizza la Consigliera. Roberta Mori ha sottolineato come questo danno fiscale al mondo no profit («compiuto per cialtroneria o malafede poco importa») si poteva evitare con un minimo di confronto con il volontariato e di ascolto dei soggetti interessati. «Contestiamo l’opacità, l’ambiguità e l’assenza di concertazione che connota l’azione di governo, dal momento che a farne le spese è la parte migliore del Paese», ha dichiarato. Con l’approvazione di oggi si è impegnata la Giunta della Regione Emilia-Romagna a chiedere nelle sedi nazionali l’immediato ripristino dell’IRES agevolata per gli enti e le associazioni impegnati nell’attività di volontariato ed assistenza no profit.

Finale di partita… per i diritti umani

Written By: robertamori - Gen• 16•19

(15 gennaio) L’impegno a rendere il mondo migliore non è affare di qualcuno ma una responsabilità collettiva. Il prestigio del Calcio italiano e il talento dei nostri atleti sono un patrimonio che ci appartiene e del quale siamo orgogliosi. Ecco perché la scelta di mettere tutto questo a servizio di uno Stato illiberale e un regime autoritario come l’Arabia Saudita, giocando la finale di Supercoppa italiana a Gedda, meritava un approccio meno superficiale e mercificatorio, con necessari contrappesi che ci facessero cogliere l’opportunità di sostenere i diritti umani negati, soprattutto alle donne. Business is business hanno detto i solidissimi e illuminati esponenti di Federcalcio e Legacalcio. Beati stolti! Come Conferenza nazionale delle Commissioni regionali di pari opportunità abbiamo voluto mettere un punto, in modo tale che quando ci si chiederà da che parte eravamo, si sappia che noi eravamo dalla parte giusta. Ecco la lettera inviata al presidente della Federazione Gioco Calcio Gabriele Gravina e che ho fatto avere per conoscenza al vertice di Lega Serie A, al sottosegretario con delega allo sport Giorgetti, all’Associazione italiana Calciatori.

Egregio Presidente, lo sport è uno straordinario veicolo di integrazione e riscatto. Chi pratica sport in particolare professionistico, chi promuove e gestisce la potente macchina dello sport competitivo, chi guida uno sport dalla rilevanza mondiale come il Calcio, ha una grande responsabilità che prescinde dall’organizzazione materiale e lucrativa di eventi d’intrattenimento. È la responsabilità sociale che ammanta l’iniziativa e l’attività delle organizzazioni e delle imprese di qualsiasi natura nelle democrazie di tutto il mondo, contribuendo allo sviluppo sostenibile del Pianeta. Una mission non banale che rende ogni decisione esemplare, nel bene e nel male.

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Discontinuità e umiltà nel futuro PD

Written By: robertamori - Gen• 14•19

(Reggio Emilia) L’anno per molti di noi si è aperto con una mobilitazione sui territori la cui portata va oltre il congresso PD in vista delle Primarie del 3 marzo, perché riguarda il futuro stesso della politica progressista, dei valori di sinistra, democratici, costituzionali quale alternativa agli attuali sovranismi che alimentano tensioni e inciviltà, che isolano il Paese dalle opportunità di sviluppo. L’impegno a non restare in superficie, ma ad elaborare analisi e proposte per costruire un Partito utile quanto differente, accomuna persone iscritte e non, che vogliono contribuire a politiche credibili e praticabili per ridurre le diseguaglianze sociali. Dagli errori si impara quando c’è onestà intellettuale e umiltà: queste le parole chiave proposte dal candidato alla segreteria nazionale, Nicola Zingaretti, a segnare una bella discontinuità dalle precedenti leadership.

Far contare le persone dentro il PD, nella società, è in cima alla lista del suo programma. Zingaretti lo scrive e lo ripete in occasione dei tanti incontri di Piazza Grande che promuove, come nel confronto vivace e partecipato tenuto al Centro internazionale Malaguzzi (qui un VIDEO-servizio di Telereggio).  Nelle varie convenzioni di Circolo a cui partecipo o dove presento la mozione, rilevo una diffusa consapevolezza della posta in gioco, del ruolo che un Partito Democratico sin qui diviso non ha mai svolto sino in fondo ma che ora è essenziale per la democrazia e uno sviluppo socialmente sostenibile a livello europeo. Del resto se noi vogliamo cambiare l’Unione, la destra la vuole solo picconare; e su diseguaglianze economiche ed Europa dei popoli, sui temi dell’ambiente e degli investimenti per il lavoro, noi pensiamo che il Partito Democratico abbia il dovere, non solo la possibilità, di dialogare con la base elettorale del Movimento5Stelle.

Bilancio 2019-21, manovra espansiva e solidaristica

Written By: robertamori - Dic• 20•18

(19 dicembre) In serata abbiamo approvato la manovra di Bilancio per il prossimo triennio, un provvedimento da 12,4 miliardi di cui 8,4 stanziati per la sanità regionale. Si conferma la promozione di politiche espansive realizzate in autofinanziamento: investimenti, welfare e servizi senza alzare la pressione fiscale, anzi riducendola con l’abolizione dei superticket e del ticket nazionale da 23 euro sulle prime visite per i nuclei con almeno due figli e l’introduzione di una fiscalità di vantaggio per esercizi commerciali e aziende nelle aree montane. Questo è possibile perché la Regione Emilia-Romagna ha i conti in ordine, dopo una razionalizzazione della spesa e degli acquisti, tagli ai costi della politica e di funzionamento, che hanno portato al risparmio di quasi 445 milioni negli ultimi tre anni. Il pieno utilizzo dei Fondi europei ha poi permesso di alzare a 72 milioni di euro in Bilancio la quota di co-finanziamento regionale per il 2019, generando investimenti per quasi 490 milioni su voci fondamentali come imprese, agricoltura, innovazione, politiche attive per il lavoro e formazione.

Il Bilancio 2019-2021 consolida dunque un orientamento, impresso a inizio mandato, che si sta dimostrando positivo nei segni+ della nostra economia: quello che coniuga sicurezza sociale e competitività del sistema produttivo. Il sostegno all’internazionalizzazione, alla ricerca e sviluppo, alla qualità delle produzioni, ha stimolato crescita e occupazione, liberando risorse che abbiamo destinato al Reddito di solidarietà (100 milioni stanziati), all’assistenza di chi non è autosufficiente, ad una Sanità che vogliamo universalistica. Intendiamoci, non parliamo di traguardi raggiunti ma di obiettivi perseguiti con politiche precise di coesione. La manovra vede anche più fondi all’edilizia scolastica e all’impiantistica sportiva (8,1 milioni che si aggiungono ai 35 già stanziati); alla valorizzazione dei territori, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e al trasporto pubblico locale. La mobilità sostenibile è un capitolo importante:

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