E’ ora di riconoscere il ruolo sociale di cura.

Pubblicato da: robertamori - feb• 21•12

(Bologna, 21 febbraio 2012) Noi consiglieri PD della Regione Emilia-Romagna abbiamo presentato in Assemblea legislativa un ordine del giorno che chiede alla Giunta la definizione e il riconoscimento del ruolo del “caregiver familiare”, ovvero le persone che si prendono cura dei propri familiari fragili. Chi si prende cura di un proprio familiare ammalato o in condizioni di disabilità subisce serie ripercussioni sulla propria vita privata e a farne le spese sono la salute, le relazioni sociali, e più in generale le proprie condizioni di vita. Chi svolge questo ruolo, tuttavia, non riceve un compenso e non vede riconosciuto il proprio ruolo sociale, che rappresenta invece una risorsa inestimabile per la propria famiglia e per l’intera comunità.

Chiediamo dunque che si dia riconoscimento concreto a queste persone coinvolgendole nella progettazione di servizi di cura locali e nella pianificazione di pacchetti di cura individuali, aiutandole a conciliare l’impegno di cura con quello sociale e lavorativo. Valorizzare il ruolo di cura e sostenere le persone che lo svolgono è una misura antidiscriminatoria importante, anche perché i caregiver, che continuano ad essere in maggioranza donne, sono parte integrante di un sistema di welfare che fatica a tenere il passo con i problemi reali. Il nostro intento è non lasciare solo nessuno, nell’ambito di uno sviluppo sociale all’insegna della coesione e della parità.

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Riequilibrio della rappresentanza per una politica “utile”

Pubblicato da: robertamori - feb• 21•12

(Bologna, 19 febbraio 2012) E’ stato un incontro intenso quello con le donne della Conferenza del PD quartiere Navile.  Un’occasione di aggiornamento delle riflessioni sulle priorità di pensiero e di azione al femminile tra politica e istituzioni, che si è affiancata alla nomina della loro nuova coordinatrice Federica Mazzoni. Insieme a me ospiti anche la collega Paola Marani e la presidente del Consiglio comunale di Bologna Simona Lembi, con le quali abbiamo tracciato un quadro d’insieme con un’ispirazione comune: la politica deve ritornare ad essere utile per le persone e i partiti devono farsene interpreti per riconquistare l’importante ruolo che la Costituzione attribuisce loro a fondamento della democrazia.

Nel mio intervento ho trattato in particolare le urgenze del nostro tempo in materia di parità nella rappresentanza di genere. E’ ormai prossima la discussione in Assemblea legislativa regionale della risoluzione, approvata all’unanimità dalla Commissione per la Parità che presiedo, per mettere al centro le regole della democrazia elettiva. Una discussione franca dove, fuori da ogni retorica, sottolineeremo che non basta il 50% di donne negli organismi per determinare di per sé un automatico cambiamento delle politiche, ma esso costituisce il primo passo per un riequilibrio in prospettiva indispensabile.

La visione unilaterale del mondo e la sua strabica rappresentazione ha dimostrato infatti tutta la sua inadeguatezza. Bisogna andare oltre, accelerando sull’introduzione di interventi strutturali che affondino nella “carne viva” delle donne migliorandone l’occupazione, la conciliazione dei tempi di vita, il benessere complessivo. Tutto ciò non può prescindere da un dato di fondo… la necessità di rifondare il rapporto uomo-donna mettendo al centro la relazione e la cura equamente distribuite.

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SERN, cresce la progettualità dei territori

Pubblicato da: robertamori - feb• 20•12

(Ravenna, 18 febbraio 2012) L’Executive Board di Sweden Emilia Romagna Network –SERN – si è riunito a Ravenna per approvare il Report 2011 dell’attività associativa e riflettere sull’aggiornamento delle linee guida che ispirano le azioni e le progettualità della rete. Il nostro bilancio si chiude in positivo e si sta ampliando. Abbiamo anche licenziato il programma dell’Assemblea Generale che si terrà dal 18 al 21 aprile 2012 a Vänersborg nella Regione Västra Götaland. In occasione di questo appuntamento svedese approveremo nuovi progetti di grande importanza per l’inclusione sociale e la crescita sostenibile, segno tangibile di un lavoro dal basso dei nostri enti locali che attrae fondi europei e sta affermando sempre più il valore dei territori.

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Commissione e Corecom, per una corretta immagine femminile sui media

Pubblicato da: robertamori - feb• 17•12

(Bologna, 17 febbraio 2012) Parità di genere e rappresentazione femminile nella comunicazione: di questo abbiamo parlato oggi in Commissione regionale per la Parità, dando avvio a una relazione con il Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni), rappresentato dal presidente Gianluca Gardini. Un primo confronto davvero positivo, perché abbiamo ottenuto la disponibilità del Corecom, per quanto di competenza in qualità di organo di garanzia, a contribuire al nostro obiettivo di contrastare e rimuovere quella che è una palese e accertata discriminazione dell’immagine femminile nei media, dove vanno perpetuandosi rappresentazioni stereotipate.

Nel merito, si è focalizzata l’attenzione sugli esiti di una ricerca – commissionata dal Corecom dell’Emilia-Romagna nel 2008 e svolta dall’Osservatorio di Pavia – dalla quale emerge ad esempio un’evidente sottorappresentazione della donna all’interno dei telegiornali locali della fascia serale. Sono donne solo il 19% dei soggetti di cui si parla in questi tg, ed è ancor più bassa la quota di notizie che presentano la donna nel suo ruolo pubblico/professionale; nella quasi totalità dei casi, la donna diventa notiziabile solo nella dimensione privata/familiare o come vittima di violenze. Al contrario, si assiste a una costante femminilizzazione della professione giornalistica, tanto più accentuata nella conduzione dei notiziari televisivi.

La Commissione per la parità è determinata a individuare gli strumenti più incisivi – legislativi e non solo – per intervenire a favore di un riequilibrio ove occorre, anche valorizzando le “buone pratiche” che si stanno sperimentando nel territorio regionale; e a questo proposito è fondamentale il contributo che ci sta venendo e che ci arriverà dall’associazionismo femminile e da esperienze consultive importanti come il Forum delle donne della Provincia di Reggio Emilia.

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