Roberta Mori

8 marzo. Unite per non tornare al passato

Written By: robertamori - Mar• 06•19

LE PRESIDENTI DELLE COMMISSIONI PARI OPPORTUNITA’ SI ALLEANO CON LA CONSIGLIERA DI PARITA’ NAZIONALE. La coordinatrice nazionale delle CPO di Regioni e Province Autonome, Roberta Mori: “Fronte comune per i diritti femminili sul lavoro, la Legge Golfo-Mosca va prorogata e rafforzata”. Le presidenti preoccupate dai segnali di regressione: “chiediamo di essere ascoltate in Senato sul DDL Pillon”. (Comunicato stampa del 5 marzo) Adesione e sostegno alla proposta legislativa di proroga della Legge Golfo-Mosca per l’equa partecipazione nei consigli di amministrazione che, alla luce degli importantissimi esiti ottenuti, va consolidata nel tempo. E, per superare le discriminazioni di genere in tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati, fronte comune con la rete delle Consigliere di Parità, nazionale e regionali. Queste fra le principali decisioni assunte dalla Conferenza nazionale delle presidenti CPO di Regioni e Province Autonome, riunitasi a Roma nella sede della Conferenza delle Regioni alla presenza di Franca Cipriani, la Consigliera di Parità nazionale.

«Stiamo attraversando un periodo difficile, di attacco a volte subdolo a volte violento dei diritti femminili e delle conquiste civili, – sottolinea a nome delle Presidenti la coordinatrice nazionale e presidente della Commissione Parità dell’Emilia-Romagna, Roberta Mori – basti pensare all’oscurantista disegno di legge Pillon ancora in discussione in Senato nonostante le innumerevoli richieste di ritirarlo, o alle recenti motivazioni rese dalla Corte d’Appello di Bologna alla sentenza di dimezzamento della pena per un femminicida, motivazioni che ci riportano dritti al passato e all’inciviltà del “delitto d’onore”.» Sul DDL Pillon “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”, la Conferenza delle Presidenti chiede di essere ascoltata in audizione dalla Commissione Giustizia

per portare le ragioni del no al provvedimento in rappresentanza di associazioni, operatori e operatrici dei rispettivi territori preoccupati del benessere dei minori come della visione sessista e distorta che viene portata avanti.  Fra gli altri temi toccati nell’incontro sono in primo piano i gap retributivi e di carriera delle lavoratrici, su cui la Consigliera di Parità nazionale Franca Cipriani ha parlato di «evidenti passi indietro» soprattutto a causa dell’insufficiente investimento dello Stato nelle tutele attive e in istituti quali appunto i/le Consiglieri/e di Parità. «Risorse del tutto insufficienti e frammentazione delle competenze antidiscriminatorie stanno di fatto bloccando le azioni di ripristino dei diritti e a farne le spese sono sempre le donne» – afferma la Cipriani. Proprio per superare l’attuale frammentazione e dispersione degli organismi antidiscriminatori («di fatto le persone non sanno a chi rivolgersi per avere risposte efficaci, occorre riunire anche fisicamente gli uffici»), le presidenti delle Commissioni Pari opportunità regionali e la Consigliera nazionale di Parità hanno deciso di coordinarsi e fare fronte comune, soprattutto sui territori. «In mancanza di una legge statale che finalmente chiarisca e coordini i ruoli di Garanti, Commissioni PO e Consigliere di Parità, daremo l’esempio a livello volontario e con iniziative comuni. Ma continueremo a batterci per rafforzare gli strumenti e diritti in modo trasparente e strutturale» – promette Roberta Mori. La prossima iniziativa, in occasione dell’8 marzo, è una mobilitazione di sostegno alla proposta legislativa di proroga della Legge Golfo-Mosca per l’equa partecipazione nei consigli di amministrazione che, al momento, terminerebbe i suoi effetti nel 2022. Gli esiti di questa legge sono stati fondamentali: se nel 2010 le donne rappresentavano solo il 6% dei componenti dei consigli di amministrazione delle società quotate, nel 2018 la percentuale è aumentata al 33,5. Non solo, gli studi dimostrano che l’ingresso delle nuove amministratrici ha contribuito a modificare altre caratteristiche dei cda, riducendo l’età media, aumentando il livello medio di istruzione e migliorando il background professionale. «Aderiamo alla richiesta di ulteriori tre mandati di durata delle disposizioni contenute nella Golfo-Mosca – annuncia in conclusione la presidente Mori – affinché il cambiamento culturale prodotto diventi un principio acquisito di miglioramento della società nel suo complesso.»

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.