25 novembre: un impegno quotidiano

Pubblicato da: robertamori - Nov• 25•16

25novembre(Bologna, Sala Guido Fanti) “La violenza domestica in gravidanza” è il titolo del Convegno che l’assessorato pari opportunità ha dedicato ad un fenomeno poco noto ma di inaudita gravità, approfondendo il percorso fatto dalla Regione Emilia-Romagna, in via sperimentale, per la sua prevenzione e intercettazione precoce. Con uno sguardo su altre esperienze regionali, l’incontro ha focalizzato l’esperienza dell’Azienda Usl di Modena, le politiche del Ministero della salute e le indicazioni internazionali, di cui ha parlato Claudia Garcia Moreno dell’OMS. Su invito dell’assessora Emma Petitti, sono intervenuta in videoconferenza da Parigi (qui il VIDEO), dove ho seguito i lavori della Consulta estera con le associazioni di emiliano romagnoli in Europa, per portare la vicinanza dei nostri corregionali anche su questi temi e condividere alcuni concetti.

convegno-25novembre2016La genericità con cui viene spesso affrontato sui media l’argomento della violenza maschile domestica non aiuta gli operatori e le operatrici, che invece ne conoscono la complessità, e non aiuta le donne. Quello che si deve mettere in campo non riguarda solo l’aspetto sanitario ma anche, a volte soprattutto, quello umano. E’ proprio qui che serve competenza approfondita e grande professionalità, qualità che i nostri servizi consultoriali e i centri antiviolenza dimostrano giorno dopo giorno di avere. Il 25 novembre è un impegno quotidiano per le istituzioni e sempre più per la comunità regionale, grazie al lavoro congiunto con i servizi e associazioni, che costituiscono i nodi della rete territoriale che lavora a contrasto della violenza, per supportare le donne che la subiscono, e i loro figli, verso l’uscita dal maltrattamento, dall’abuso, dalla dipendenza e dalla paura.

Finanziati 49 progetti contro la violenza di genere

Pubblicato da: robertamori - Nov• 25•16

palazzo regione(Bologna, 24 novembre 2016) I numeri forniti come ogni anno dai Centri che accolgono e assistono le donne in Emilia-Romagna, ci aggiornano su una violenza drammatica che mantiene il suo carattere strutturale e sociale. Dietro le cifre ci sono donne e minori che devono trovare una risposta sempre più concreta ed efficace, in termini di tutela, sicurezza, percorsi di autonomia e sostegno psicologico: la Regione la sta dando, attuando la legge quadro 6/2014 con un Piano antiviolenza operativo sui territori, che consolida l’azione in rete dei servizi e mette in campo per la prima volta una massiccia prevenzione. Rappresenta un primo passo di questo impegno l’esito del primo bando per la concessione di contributi (totale 1 milione di euro) a sostegno di progetti presentati dalle comunità locali. Qui la TABELLA dei finanziamenti.

noviolenza49 progetti sono risultati ammissibili: 27 con capofila comuni e unioni di comuni, i rimanenti 22 con capofila associazioni e privato sociale. La maggior parte vede ampie partnership e azioni sia di potenziamento di servizi che di formazione e sensibilizzazione, rivolti in particolare alle scuole. Le richieste di contributo superano il primo stanziamento, ma l’assessora al bilancio e pari opportunità Emma Petitti ha deciso di finanziare comunque tutti i progetti coerenti con gli obiettivi del bando. E’ un fatto importante, perché abbiamo bisogno di interventi antidiscriminatori su tutto il territorio regionale. Un ringraziamento va poi alla Ministra Boschi per l’impegno mantenuto sui finanziamenti statali ai Centri antiviolenza e alle Case Rifugio, che vede assegnare all’Emilia-Romagna oltre 1 milione e mezzo di euro (la cifra più alta dopo la Lombardia), frutto del lavoro svolto con spirito di collaborazione in questi anni dalla Regione, dai Centri e dalle associazioni e che ci è di sprone per fare sempre meglio, sino a superare questa piaga sociale indegna di una comunità civile. Infine, i dati sulla violenza alle donne, aggiornati al 31 ottobre 2016: (altro…)

MIRE, prova di tenacia di una Comunità

Pubblicato da: robertamori - Nov• 24•16

reggio_mire_23nov16(Reggio Emilia, 23 novembre 2016) Sono passati esattamente sei anni dal giorno che, eletta da poco consigliera regionale, presentai un ordine del giorno che chiedeva alla Giunta di investire su un ospedale dedicato alla donna e del bambino, cogliendo l’ispirazione del Primario di ostetricia e ginecologia del Santa Maria Nuova prof. Giovanni Battista La Sala. Oggi, il progetto definitivo di quello che sarà il nuovo Padiglione ospedaliero per la cura materno infantile, curato da Binini Partners di concerto con la Direzione dell’Arcispedale, è stato interamente finanziato da CuraRe Onlus. Al Centro Malaguzzi, in occasione della presentazione pubblica del MIRE, il momento più emozionante è stato proprio la consegna all’Azienda Ospedaliera dell’assegno di 600.000 euro da parte della presidente Deanna Ferretti… perché dietro quell’assegno ci sono gli ideali e la forza, l’ingegno e la creatività, la generosità e la tenacia di tante persone che hanno reso il progetto un obiettivo condiviso da tutta la Comunità reggiana. Un concetto che bene ha espresso Deanna Ferretti nel suo intervento (che potete leggere qui), ricordando le tappe del viaggio percorso insieme e chiamando poi accanto a sé chi ha contribuito a rendere il MIRE una realtà.

reggio_mire_2Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, i direttori delle Aziende Antonella Messori, Fausto Nicolini e Giorgio Mazzi, il sindaco Luca Vecchi e il presidente della provincia Giammaria Manghi. L’illustrazione dettagliata dei 16mila metri quadrati di spazi di innovazione, tecnologie di cura all’avanguardia e assistenza personalizzata è stata affidata all’ing. Tiziano Binini, prima delle conclusioni del presidente Stefano Bonaccini che, ricordando i 25 milioni già stanziati dalla Regione Emilia-Romagna e garantendo altre risorse che si renderanno necessarie in corso d’opera, ha sottolineato come il Mire sia la “prova concreta di quanto la città di Reggio Emilia e la Regione abbiano voluto investire in una struttura simbolo per l’intera comunità reggiana e per quella regionale”. Un grazie particolare va alle tante donne che ci hanno creduto per prime, che hanno fatto la loro parte e che.. la faranno sino in fondo!

La nuova legge sui Nidi estende i servizi

Pubblicato da: robertamori - Nov• 23•16

nidoLa legge regionale sui Servizi educativi per la prima infanzia” che abbiamo approvato a maggioranza in Assemblea, disegna un sistema integrato e diffuso di servizi 0-3 anni che ha l’obiettivo di allargare l’offerta senza abbassarne qualità e sicurezza. Il Nido d’infanzia resta al centro, con la doppia funzione formativa e di cura per i bambini, di sostegno per le donne e le famiglie. I gestori di Nidi “individuano moduli organizzativi differenziati rispetto ai tempi di apertura”. Quanto all’offerta integrativa, quattro sono le tipologie: spazio bambini, centri per bambini e famiglie, servizi domiciliari e sperimentali. Tutti i servizi potranno essere gestiti da Comuni, da altri soggetti pubblici o da privati che rispettino gli standard previsti e dovranno applicare forme di contribuzione rapportate alle condizioni economiche delle famiglie. I nidi aziendali beneficiari di finanziamenti pubblici dovranno essere aperti anche al territorio e non solo ai figli dei dipendenti.

vacciniImportante la scelta di responsabilità sociale e di tutela dei più piccoli, riguardante i vaccini: per avere accesso ai servizi di tutta la rete sarà necessario per i bimbi e le bimbe aver assolto agli obblighi di vaccinazione. Al proposito, con un ordine del giorno abbiamo impegnato la Giunta a “stanziare le risorse per realizzare in tempi brevi una efficace e capillare campagna informativa sui vaccini, rivolta a tutti i cittadini della regione e che coinvolga oltre al personale sanitario e scolastico, pediatri, ostetriche e operatori dei corsi pre-parto. Condizione dell’accreditamento è che i Servizi di nido, pubblici o privati, dispongano di un progetto pedagogico e della figura di un coordinatore pedagogico. Per gli appalti di servizi, l’aggiudicazione si baserà su criteri di qualità della proposta e non sul prezzo più basso. Disciplinati anche i servizi puramente ricreativi e occasionali (come i baby parking), per i quali è sufficiente presentare la Sia (segnalazione certificata di inizio attività), comprendente l’autocertificazione del possesso dei requisiti per la sicurezza e la salute previsti dalla legge: saranno i Comuni a vigilare sull’idoneità e corretto uso di questi servizi, che ad esempio non possono fornire pasti o tenere i bimbi per tutto il giorno. La legge prevede anche iniziative di conciliazione autonomamente attivate dalle famiglie (come elenchi di baby sitter qualificate), che non richiedono autorizzazione né requisiti, ma potranno essere sostenute dai Comuni.