Giovani caregivers e nuovi bisogni di comunità

Pubblicato da: robertamori - mag• 29•14

Caregiverday-1(Carpi, 28 maggio 2014) Su invito di Loredana Ligabue, responsabile della Coop sociale Anziani e non solo, ho preso parte alla prima delle quattro Giornate del Caregiver, giunte alla 4a edizione, un appuntamento importante per il mondo del sociale pubblico e no profit che rappresenta anche una frontiera avanzata nella progettazione del welfare di comunità in Emilia. Il Caregiver day consente quest’anno Carpi_caregiver_28mag14di contribuire all’attuazione della nostra legge regionale 2/2014 che, prima in Italia, ha riconosciuto il ruolo sociale e giuridico di coloro che si prendono cura in casa dei propri cari non autosufficienti, malati, anziani o disabili; circa 290.000 persone in regione, in prevalenza donne e con numero crescente di giovani e giovanissime chiamati a questa responsabilità. Proprio dei più giovani abbiamo parlato nel workshop formativo organizzato al centro polivalente Ma C’è e rivolto a operatori sociali, insegnanti, educatori che possono (e devono) coglierne i disagi e dare loro una mano a superarli.

Carpi2_caregiver_28mag14I rischi maggiori, evidenziati dalla formatrice Licia Boccaletti, sono la dispersione scolastica e l’isolamento psicologico/sociale in fasi delicate della vita, a cui però si abbinano anche opportunità per il percorso di crescita. Su queste ultime bisogna puntare e utilizzare gli studi internazionali per progetti che coinvolgano le ragazze e i ragazzi caregivers e li aiutino concretamente a rafforzarsi, valorizzando il loro impegno per gli altri. Ho sottolineato che la normativa, come la stessa rete sociale della Regione Emilia-Romagna, si sta ampliando e sta dimostrando una grande capacità di collaborazione e integrazione delle esperienze per rispondere a bisogni che fino a ieri non erano neppure rilevati. Occorre proseguire in questa direzione e la legge quadro per la parità (che discuteremo in Assemblea a partire dal 9 giugno) è un altro tassello di quel welfare di comunità che sostiene il lavoro di cura e solidarietà per ripristinare condizioni paritarie di cittadinanza, sviluppo individuale e sociale

Uomini in “manutenzione”, teatro contro la violenza

Pubblicato da: robertamori - mag• 28•14

0001(Imola, 28 maggio 2014) Su invito della presidente del Consiglio Comunale Paola Lanzon ho preso parte e rappresentato l’Assemblea regionale alla conferenza stampa di presentazione di Manutenzioni-Uomini a nudo”: il primo esperimento di teatro sociale per uomini in Italia, nel quale dal 2013 hanno già recitato 70 attori non professionisti in dieci città. Dalle 1.800 risposte arrivate a 6 domande – cruciali per il maschile – che la scrittrice Monica Lanfranco ha rivolto agli uomini attraverso il suo blog, prima è nato un libro, Uomini che odiano amano le donne. Virilità, sesso, violenza: la parola ai maschi, poi l’atto unico che il prossimo 3 giugno tutti i consiglieri comunali uomini imolesi porteranno in scena al Teatro “Ebe Stignani”. Una significativa prova bipartisan che ha avuto il patrocinio di Regione, Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna e Provincia di Bologna.

Imola4_27mag14Grazie di cuore al Consiglio comunale di Imola e alla sua presidente per un’iniziativa in cui non c’è nulla di banale. Il protagonismo maschile sui temi della violenza e degli stereotipi di genere oltre che necessario può essere esemplare, segnando un più nella consapevolezza del divario culturale e relazionale esistente da superare insieme. Attraverso il progetto di legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere, la Regione mette al centro l’alleanza tra donne e uomini per raggiungere l’obiettivo di sconfiggere la violenza e rendere “virale” il rispetto reciproco, utilizzando tutti gli strumenti e registri espressivi a disposizione; compreso quello teatrale che i consiglieri imolesi e il testo della Lanfranco ci offrono.

A 16 anni… ho l’età per votare!

Pubblicato da: robertamori - mag• 27•14

urna(Bologna, 27 maggio 2014) Tra i provvedimenti approvati oggi dall’Assemblea Legislativa regionale vi è una proposta di Legge costituzionale alle Camere per estendere il diritto di voto nelle elezioni regionali e amministrative ai cittadini che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età, presentata dalla collega Rita Moriconi e sottoscritta da molti di noi. Si tratta di un segnale di fiducia verso i più giovani e al tempo stesso un modo per loro di “sentirsi parte”, responsabilmente, della comunità in cui vivono.

Da quando la Costituzione fissò il limite minimo dei 18 anni per tutte le elezioni i giovanissimi hanno acquisito conoscenze, strumenti e accesso a fonti di informazione allora impensabili. Consapevoli dei punti di forza come dei punti di debolezza delle nuove generazioni, della necessità di coinvolgerli nella partecipazione democratica per rendere più solidi i diritti e doveri di cittadinanza, abbiamo dunque proposto al Parlamento questa modifica costituzionale, che si inserisce coerentemente nel solco del profondo rinnovamento di cui il nostro Paese ha bisogno.

Medicina di genere, da frontiera a pratica sanitaria

Pubblicato da: robertamori - mag• 26•14

Fidapa_FO2(Forlì, 24 maggio 2014) Ringrazio la presidente Nadia Masini e le amiche della sezione forlivese di F.I.D.A.P.A. (Fed. Italiana Donne Arti Professioni Affari) per l’invito a concludere un convegno di qualità dal titolo “Medicina di genere: una nuova frontiera”, patrocinato da Ausl Romagna, Università di Bologna e Ordine dei Medici provinciale. Dopo le innumerevoli evidenze scientifiche ed esperienze positive, il coinvolgimento sempre più ampio dei professionisti della Sanità e la comparsa della medicina di genere nei Piani sanitari di alcune Regioni – l’Emilia-Romagna l’ha introdotta da un paio di anni su indirizzo della Commissione Parità –, è venuto il momento di realizzare appieno questo approccio interdisciplinare delle aree mediche, senza il quale non vi sarà uguaglianza di salute tra uomini e donne e appropriatezza della cura per tutti.

Fidapa_FO_24mag14Il Genere applicato nella ricerca e nella medicina ha il vantaggio dell’efficacia, della prevenzione come della cura delle patologie, dal momento che tiene conto delle diversità non solo biologiche tra i sessi ma anche ambientali, culturali e psicologiche. La necessità di passare dalla fase di studio/sperimentale a quella operativa nelle strutture è emersa in particolare dagli interventi di grandi esperte quali la docente di Filosofia del Diritto Carla Faralli e la prof.ssa di Medicina Legale Susi Pelotti dell’Università di Bologna, la dott.ssa Paola Matarrese dell’Istituto Superiore di Sanità e la prof.ssa Giovannella Baggio docente di Medicina di Genere all’Università di Padova. Il progetto di “legge quadro regionale per la parità e contro le discriminazioni di genere” ne sancisce l’inserimento nel Piano Socio Sanitario Regionale, prevede campagne di comunicazione e sensibilizzazione, affida all’Agenzia sanitaria l’approccio equity oriented nei programmi di competenza. Prevede anche che l’integrazione multidisciplinare della medicina di genere tra i soggetti della rete socio-sanitaria territoriale, e le stesse prestazioni fornite, siano rendicontate da un sistema di indicatori di qualità.