Studentesse ambasciatrici di Reggio all’UNESCO

Pubblicato da: robertamori - giu• 08•15

studentessePar(Reggio Emilia, 5 giugno 2015) Ho partecipato volentieri al convegno di chiusura del progetto Beni culturali – beni dell’umanità, un percorso da Reggio Emilia all’UNESCO a Parigi, che il Liceo Chierici ha promosso sotto l’egida dell’Assemblea regionale e i suoi ConCittadini. Coinvolti tra gli altri le autorità cittadine e provinciali, l’IBC regionale, il Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. Protagoniste le studentesse delle classi IV A e V F, che hanno raccontato l’esperienza, documentata anche con un video, del loro percorso di riscoperta del nostro patrimonio artistico, dai Musei Civici alla Ghiara, dalla Biblioteca Panizzi al Mauriziano, che le ha portate sino alla sede dell’Unesco e ad una profonda consapevolezza del valore umanitario del “bene culturale”. Un altro bel progetto formativo coordinato dall’insegnante Mariagiuseppina Bo che, assieme alla dirigente del Liceo Artistico Maria Grazia Diana, ha sempre saputo cogliere le opportunità di ConCittadini sin dal progetto “Donne&Donne, sulle tracce di Matilde di Canossa”, concluso nel 2012 in collaborazione con la Commissione Parità.

Sosteniamo chi accudisce familiari non autosufficienti

Pubblicato da: robertamori - giu• 08•15

Carpicaregiver(Carpi, 5 giugno 2015) In Emilia-Romagna le persone che si prendono cura di un familiare anziano o disabile non autosufficiente sono circa 90mila, di cui la maggior parte sono donne. Il nostro sistema di welfare, sempre più orientato alla domiciliarità, deve sostenere e integrare queste persone, il cui ruolo è già stato riconosciuto dalla legge regionale sui cosiddetti “caregiver” approvata nella scorsa legislatura. Questo l’impegno che ho ribadito intervenendo al convegno “Da me a te: mediazione culturale a sostegno dei caregiver familiari immigrati”, che ha chiuso Caregiver Day 2015, le giornate dedicate a chi si prende cura di un proprio familiare non autosufficiente, organizzate ogni anno dalla cooperativa “Anziani e non solo” con il sostegno dell’Unione Terre d’Argine e il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Carer e Ausl Modena.

caregiverdayIl nostro compito deve essere quello di riconoscere il ruolo sociale del caregiver familiare, fornire formazione a chi si occupa di assistenza e sostenere queste persone, che rischiano di andare incontro a fenomeni di isolamento sociale e problemi economici legati al fatto che sono costrette a lasciare il lavoro. Ho annunciato la convocazione di una seduta monotematica della commissione Parità per approfondire una situazione che tocca molto da vicino le donne, che più di tutti si fanno carico dell’assistenza domestica. La Regione sta cambiando il nostro welfare e lo sta aggiornando per renderlo sostenibile, garantendone sempre il carattere universalistico. E’ importante incontrare anche le associazioni dei caregiver familiari per comprendere i loro bisogni. Nel convegno il tema è stato declinato dal punto di vista degli immigrati, dato che anche la popolazione straniera sta invecchiando e dunque deve fare fronte alle problematiche che investono tutti i cittadini. Una realtà che richiede uno sforzo di mediazione per superare barriere culturali e linguistiche. Alcuni dati: (altro…)

Superare stereotipi e violenza son #Cosedauomini

Pubblicato da: robertamori - giu• 04•15

Bologna_fivemen_4giu15(Bologna, 4 giugno 2015) Lancio e riflessione in Comune su Five Men (Fight Violence against Women), il progetto nazionale di sensibilizzazione che grazie all’impegno di Casa delle donne per non subire violenza, ha fatto di Bologna una delle 20 città pilota coinvolte. Sono stata invitata a parlarne assieme alla coordinatrice del progetto per la Rete D.i.Re. Anna Maria Zucca, la ricercatrice Giuditta Creazzo e la psicologa Silvia Carbone della Casa delle donne, la presidente del Consiglio comunale Simona Lembi, i rappresentanti delle associazioni Noino.org e Maschile Plurale. “Five Men” è in particolare rivolto agli uomini per sollecitarli ad essere protagonisti del cambiamento culturale che serve per sconfiggere stereotipi, discriminazioni e abusi di genere, ed è finanziato dalla Commissione Europea nonché promosso dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio presente con Paola Bianchi in rappresentanza.

fivemenSono stati prodotti la webseries #Cosedauomini (5 cortometraggi che raccontano come gli uomini possono comportarsi con le donne superando problemi e insicurezze) e un toolkit per le scuole, per sviluppare strategie di comunicazione trasmettendo agli uomini e ai ragazzi un messaggio chiaro di tolleranza zero per tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze. L’impegno assunto oggi è diffondere in modo efficace il messaggio sul territorio, con una pluralità di incontri capaci anche di sollecitare lo scambio di idee ed esperienze. E come ho avuto modo di ribadire alla rappresentante del Governo, vi è la necessità di assumere anche su scala nazionale l’approdo di una legge quadro attuativa della Convenzione di Istanbul, che renda le innovative progettualità culturali sparse sul territorio i tasselli di un mosaico definito e di un solo obiettivo: la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere. Da parte nostra prosegue il lavoro di attuazione della legge per la parità, dal piano regionale che sostiene i centri antiviolenza e le buone pratiche, al coinvolgimento attivo di tutti i soggetti pubblici e privati che giocano un ruolo.

In visita alla Casa Lavoro di Castelfranco Emilia

Pubblicato da: robertamori - giu• 03•15

CasaLavoro_castelfranco_3giu15(COMUNICATO 3 giugno 2015) “Vogliamo dare un contributo istituzionale e politico per l’attivazione di un vero percorso di lavoro e reinserimento per detenuti che hanno un diritto ma non possono esercitarlo fino in fondo, perché non ci sono le opportunità. Quella di Castelfranco è una struttura complessa ma con tante potenzialità, crediamo che l’amministrazione penitenziaria debba assolutamente investire nel progetto di rilancio della casa lavoro e che possa anche rassicurarci in termini sociali, sia nelle aspettative dei soggetti che oggi vi risiedono ma anche per l’obiettivo che la società vuole, che la pena sia rieducativa”. Questa la dichiarazione della presidente Roberta Mori, al termine della visita promossa dalla commissione Parità e diritti delle persone di una delegazione di 12 consiglieri regionali, accompagnati dalla Garante regionale delle persone private della libertà personale Desi Bruno. (SERVIZIO VIDEO)

CasaLavoro2_3giu15La Casa lavoro e di reclusione a custodia attenuata di Castelfranco Emilia, nel modenese, è un fortilizio, voluto nel 1626 da Papa Urbano VIII per difendere i confini dello Stato Pontificio, circondato da mura di cinta imponenti, che già nel 1805 perse di importanza strategica e venne trasformato in casa di pena. È un carcere a tutti gli effetti, dove però non c’è il lavoro, ovvero l’attività per la quale è stata pensata e istituita. La struttura è composta da due distinte sezioni, di cui una per detenuti definitivi tossicodipendenti e la seconda per internati (sottoposti ad una misura di sicurezza detentiva) e registra la presenza di 102 persone (96 internati e 6 detenuti), principalmente di origine lombarda (24) e campana (24), mentre gli emiliano-romagnoli sono solo 5 e 16 gli stranieri. Gli internati hanno manifestato ai componenti la delegazione il loro disagio e la loro frustrazione, in particolare per l’incertezza del fine pena e le loro richieste sono emerse chiare durante l’incontro: “L’ergastolo bianco deve cessare”; “Quale casa lavoro? Che lavoro faccio qui?”; “Non voglio uscire di qui già vecchio”; “Proroghe, proroghe, solo proroghe”. Chi è soggetto a questo tipo di misure, un migliaio in tutta Italia, è reduce da anni di carcere e si ritrova, nonostante la pena già scontata, di nuovo in carcere. (altro…)