Quale welfare (e quale tempo) per le donne

Pubblicato da: robertamori - Mag• 21•16

Ravenna_DonneImpresa 20 maggio 2016-page-001(Ravenna, 20 maggio 2016) E’ la mancanza di tempo il vero problema con cui deve fare i conti una donna che lavora o che voglia fare l’imprenditrice in Emilia-Romagna: è quanto emerge dalla ricerca di Confartigianato Donne Impresa dal titolo “Ripartenze: c’è un tempo per ogni cosa?”, presentata in un seminario dalla presidente regionale Emanuela Bacchilega. L’indagine, illustrata da Franco Rubbiani di Confartigianato Lapam Modena, ha affrontato il tema del welfare analizzando le aree della cura di sé e cura degli altri, la sanità, l’educazione e la formazione, l’impegno sociale. Il Movimento Donne Impresa vuole infatti “favorire lo sviluppo della imprenditorialità femminile e delle pari opportunità”, in una realtà che spesso costringe a scegliere tra famiglia e lavoro in quanto l’assegnazione dei compiti è sbilanciata. Risulta che per il 70% delle imprenditrici il tempo per sé è molto diminuito, riducendosi a meno di 30 minuti al giorno per il 45% delle intervistate.

Ravenna_Confartigianato_20maggio2016Inoltre, la maggior quantità di tempo di cura quotidiana riguarda i figli e i partner, mentre si tende a delegare la cura di anziani e persone disabili. Vi è un progressivo ricorso a servizi privati di welfare, a fronte di una offerta pubblica non sufficiente a coprire bisogni sociali sempre più ingenti e personalizzati, conseguenza dell’aumento dell’aspettativa di vita, della minore natalità e di nuclei familiari sempre più ridotti e in deficit di autonomia. Nel mio intervento ho sottolineato che le donne italiane ed europee stanno di fatto sopperendo alla scarsità di risorse pubbliche, perché si prendono sulle spalle le responsabilità di cura e di assistenza. Questo genera nel medio e lungo periodo diversi problemi, soprattutto in termini di salute, quando invece riservare tempo per la salute è un’esigenza strutturale per il Paese. La nostra Regione sta lavorando molto sulla questione, legata al concetto di prevenzione, alla medicina di genere, fino ad arrivare ai servizi di conciliazione. Momenti di confronto come questi, con i corpi intermedi, le associazioni di categoria e le protagoniste, sono fondamentali per darci una mano in questa importante staffetta motivazionale e culturale sui grandi temi del welfare aziendale e della conciliazione dei tempi.

Il contributo dell’Emilia-Romagna all’Europa che vogliamo

Pubblicato da: robertamori - Mag• 20•16

carouselimage_large(Bologna, 19 maggio 2016) Una seduta di Assemblea tutta dedicata alla Sessione europea 2016, per discutere e approvare gli indirizzi dell’Emilia-Romagna alla formazione e attuazione del diritto e delle politiche della UE. Ospite il vicepresidente del Comitato delle Regioni europee, il belga Karl-Heinz Lambertz, che in sintonia con i presidenti Bonaccini e Saliera e noi consiglieri di maggioranza, ha espresso preoccupazione per un processo di costruzione politica che si è infragilito e l’esigenza di una maggiore partecipazione delle Assemblee legislative regionali, in rappresentanza delle Comunità locali, alle decisioni dell’Europa. La Risoluzione infine approvata, sintesi del lavoro di tutte le Commissioni assembleari e dell’udienza conoscitiva con i portatori di interesse regionali, tocca tutti i temi, dal sistema delle imprese all’agricoltura, dalla parità fra generi alla cooperazione internazionale per la pace e lo sviluppo.

Fontanellato_Zoffoli_21mag16-page-001Tra i principali impegni assunti dalla nostra Regione in rapporto con l’Unione Europea, vi è quello di rendere gli strumenti di finanziamento e accesso al credito alla portata anche delle piccole e micro imprese e delle start up altamente innovative; di applicare il Patto per il lavoro e promuovere in tutti i settori produttivi l’accordo di Parigi sul clima; di incentivare le reti di diffusione energetica e le fonti rinnovabili. In tema di concreta parità tra donne e uomini, l’Emilia-Romagna chiede alla UE di riaprire il dibattito sulla strategia post 2015 per l’uguaglianza di genere, incentivare l’occupazione femminile e il contrasto alle differenze retributive, più flessibilità per conciliare lavoro e assistenza domestica, un contrasto alla violenza contro le donne che si basi sulla diffusione di una cultura attenta alle differenze e la lotta agli stereotipi, con esplicito riferimento alla nostra legge quadro per la parità. Del contributo che le Regioni e le comunità locali possono dare all’Europa che vogliamo, solidale e competitiva, si parla anche a Fontanellato in una bella iniziativa del PD con l’eurodeputato Damiano Zoffoli.

Una legge di iniziativa popolare contro l’omofobia

Pubblicato da: robertamori - Mag• 18•16

Ferrara_Lgtbok_17mag16(Ferrara, 17 maggio 2016) L’assessora alle pari opportunità Annalisa Felletti ha parlato con emozione di “un dono alla città e un punto di partenza per una nuova stagione dei diritti”. Il Comune e le associazioni LGBT hanno scelto la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia per inaugurare Ripagrande 12, uno spazio in centro aperto a tutti, luogo di incontro e disseminazione culturale, democratica, che contribuirà a prevenire fatti di violenza e a rimuovere pregiudizi e intolleranze. All’indomani della legge sulle unioni civili, che arriva finalmente a riconoscere in Italia i diritti delle coppie di fatto e omosessuali, a Ferrara si festeggia il nuovo spazio di comunità con la strada chiusa al traffico e animata da mercatini e musica, riflettendo al tempo stesso su difficoltà e umiliazioni che ancora oggi le persone non eterosessuali subiscono. Tante persone hanno voluto esserci, in particolare tanti giovani, motivati a partecipare per dare concreta attuazione all’articolo 3 della nostra Costituzione.

Ferrara_Lgtb_17mag16Nel mio intervento in rappresentanza della Regione ho sottolineato l’impegno del Comune per aprire questo spazio di cittadinanza, perché promuovere e difendere i diritti è elemento di giustizia e di sviluppo per la società; e ho lanciato una proposta, coerente sia con la nuova normativa nazionale che con la legge 6 contro le discriminazioni di genere: la promozione di una legge regionale di iniziativa popolare contro l’omofobia da costruire assieme alle associazioni Lgbt. Una base è il testo di legge che una parte della maggioranza già presentò nella scorsa legislatura e che anch’io sottoscrissi. Questa iniziativa politica in Emilia-Romagna può anche contribuire in maniera decisiva a sbloccare il Ddl contro le violenze e discriminazioni omofobiche fermo in Senato da oltre due anni. Condividendo la mia proposta, la presidente di Arcigay ferrarese Manuela Macario ha richiamato il sogno e la speranza di superare le Giornate di sensibilizzazione come questa, in quanto “esiste solo una razza umana in tutte le sue declinazioni”.

Salute e diritti delle donne 70 anni dopo

Pubblicato da: robertamori - Mag• 17•16

Medolla_15mag16(Medolla, 15 maggio 2016) Una domenica pomeriggio alternativa e stimolante quella che ho trascorso al Circolo PD di Medolla, dove abbiamo tenuto l’iniziativa dal titolo “Parità e condivisione delle responsabilità sociali, i diritti delle donne 70 anni dopo”. Grazie per l’invito a Carlotta Casacci che ha moderato il confronto, presenti l’addetta stampa del Gruppo PD in Regione e già amministratrice locale modenese, Cristina Ceretti, e l’assessora comunale Rachele Paltrinieri. Ispirandoci alla preziosa eredità di tante donne che 70 anni fa, votando per la prima volta, pensarono di poter cambiare il mondo, abbiamo approfondito le diseguaglianze e le difficoltà attuali, nel rapporto tra lavoro e cura familiare, per quanto riguarda la partecipazione alla vita pubblica e in tema di esigibilità del diritto alla salute. Dialogando con un pubblico non solo attento ma qualificato sotto il profilo medico, ho sottolineato l’importanza dell’inserimento della medicina di genere nel prossimo Piano sanitario della Regione, in attuazione della legge quadro per la parità 6/2014: equità ed appropriatezza della prestazione, un sistema di prevenzione sempre più ampio ed efficace, sono gli obiettivi da raggiungere per una Sanità sostenibile e che tuteli davvero la salute delle persone.