Scuole. Parte a Modena il corso anti-discriminazioni

Pubblicato da: robertamori - Dic• 06•15

Modena_presentazione_4dic15(Modena, 4 dicembre 2015) Al via un bellissimo progetto del Comitato Unitario Professioni modenese, frutto della volontà della sua coordinatrice per le pari opportunità Mirella Guicciardi e di una collaborazione con Unimore, Ufficio scolastico, Istituzioni e Ordini locali che è cresciuta nel tempo. Si tratta di un corso di formazione su “Discriminazioni, parità e pari opportunità”, offerto a titolo gratuito agli studenti degli Istituti secondari di II grado della provincia. Anche l’Assemblea regionale lo ha patrocinato, su mia segnalazione e dopo che la Commissione Parità e Diritti delle Persone ne ha condiviso le finalità. Il progetto, infatti, attua le norme dedicate dalla legge quadro 6/2014 alla formazione nel campo della cultura della parità e del diritto antidiscriminatorio, della progettazione di interventi di conciliazione e di pari opportunità con particolare attenzione alle dinamiche del mercato del lavoro e agli ambiti educativo, sanitario e di welfare.

Modena_presentazione_selfieIl tutto è stato presentato pubblicamente nell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico “Barozzi” assieme ai docenti, avvocati ed esperti che terranno le lezioni nel corso del 2016. Cito fra gli altri i professori Thomas Casadei, Tindara Addabbo, Laura De Fazio di Unimore, il sostituto procuratore Marco Imperato, Uliana Casali dell’Avvocatura di Stato, la presidente del Centro Documentazione Donna Vittorina Maestroni. Anch’io darò il mio contributo volontario sul tema L’Europa delle Pari Opportunità, una sfida da cogliere. Norme e azioni positive per rimuovere le discriminazioni di genere. Ad oggi la proposta formativa del CUP è stata accolta da oltre un migliaio di studenti di sette Istituti scolastici. Un personale ringraziamento va all’Avv. Prof. Guicciardi, inesauribile risorsa ispiratrice di iniziative paritarie.

La Fondazione vittime di reato in audizione

Pubblicato da: robertamori - Dic• 02•15

FondazioneMaria sono state finanziate le spese per trovare e riportare in Italia il suo bambino, dopo che il padre lo aveva portato con sé all’estero. Ilaria invece ha 13 anni, aveva bisogno di un percorso psicoterapeutico dopo aver subito violenza da un pedofilo. Per Marta, che aveva appena lasciato il marito che abusava di lei, la vita poteva ricominciare solo grazie a un’auto con cui andare al lavoro. Sono alcuni dei 30 casi di cui si è occupata nel 2014 (erogando 99.000 euro), la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati. Un numero destinato ad aumentare nel 2015, dato che sono già stati approvati 28 interventi ed entro la fine del mese ne sono attesi altri 10-12: tuttavia, “se si vuole dare continuità all’attività bisogna recuperare altre risorse, perché con l’abolizione delle Province i contributi che la Fondazione riceve sono scesi di 45.000 euro nell’ultimo anno e di questo passo nel 2017 le entrate supereranno le uscite”.

sedeAssembleaA lanciare l’appello è Elena Buccoliero, direttrice della Fondazione istituita dalla Regione nel 2004 e presieduta da Sergio Zavoli, che oggi abbiamo ascoltato in commissione Parità e diritti delle persone. Va anche sottolineato che stanno entrando in vigore le linee guida europee sui diritti minimi delle vittime di reato e a ottobre 2014 l’Italia è stata deferita alla Corte di giustizia europea, dando così inizio alla procedura di infrazione. Ho perciò proposto di farci carico noi come Regione dell’attività di sensibilizzazione dei vari soggetti istituzionali che potrebbero contribuire alle attività della Fondazione. Inoltre, inseriremo nel Piano regionale contro la violenza di genere la promozione, il consolidamento e il sostegno alla Fondazione, in ragione del fatto che la maggior parte delle richieste riguarda abusi contro le donne e/o i minori. (altro…)

Un successo reggiano per lo Sport

Pubblicato da: robertamori - Dic• 02•15

CerimoniaGiochiTricolore_1dic15(COMUNICATO Reggio Emilia, 1 dicembre 2015) Introdotta da un filmato riepilogativo si è tenuta in Sala del Tricolore, alla presenza di Giovanni Malagò presidente del CONI Nazionale, la chiusura ufficiale dei Giochi Internazionali del Tricolore 2015. La cerimonia si è svolta all’insegna di “sport, valori, inclusione, socialità” ed è stata l’occasione per riepilogare i numeri della manifestazione che a fine agosto ha regalato a Reggio Emilia il palcoscenico sportivo giovanile nazionale e oltre (3mila atleti, 700 dei quali stranieri, impegnati in 33 discipline e 400 tra gare e discipline); e per lanciare la prossima edizione. La news, che era nell’aria, è stata ufficializzata da Luca Vecchi: “Cominceremo presto a lavorare alla sesta edizione dei Giochi”, ha annunciato il sindaco di Reggio. Roberta Mori, in rappresentanza della Giunta regionale, ha confermato l’appoggio della Regione Emilia-Romagna anche per il futuro, il presidente del Comitato Organizzatore Doriano Corghi ha raccolto la sfida. A chiosare sull’argomento è stato Malagò: “Squadra che vince non si cambia, quindi auspico che siano di nuovo Corghi e il suo staff a dar vita alla nuova edizione dei Giochi”.

cerimoniaGiochiTricolore_conMalagòNel merito degli interventi, Luca Vecchi ha parlato di Reggio Emilia come promotrice di occasioni di incontro e dialogo, anche alla luce dei tragici fatti di Parigi, mentre il presidente della Provincia Giammaria Manghi ha posto l’accento sull’inclusione degli sportivi diversamente abili. La consigliera Mori ha sottolineato il lavoro d’equipe tra mondo sportivo e istituzioni per uno sport sano e accessibile a donne e uomini, e Corghi ha individuato nei Giochi una risorsa per tutta la comunità. Unanime il richiamo ai valori della manifestazione e al fondamentale lavoro dei 130 volontari che hanno contributo al suo successo. In conclusione, la copia del Primo Tricolore consegnata dal Sindaco al presidente del CONI, e la premiazione delle varie componenti del Comitato Promotore e degli sponsor dei Giochi.

Nasce uno “spazio di comunità”… oltre Coopsette

Pubblicato da: robertamori - Nov• 30•15

Conopportunita_castelnovo_ok(Castelnovo di Sotto, 29 novembre 2015) La crisi di Coopsette colpisce direttamente centinaia di famiglie e avrà lunghe, profonde conseguenze economiche e sociali. Le istituzioni coinvolte e singoli che si riconoscono nel PD si sono attivati per mettere a disposizione di lavoratori, risparmiatori, comitati e associazioni di categoria uno spazio di comunità che sia prima di tutto un punto di incontro e coordinamento per limitare l’impatto della crisi. Lo abbiamo inaugurato in via XX settembre 32 e all’invito del Sindaco Maurizio Bottazzi hanno risposto in tanti, dai primi cittadini di Cadelbosco, Campegine e Sant’Ilario al presidente della Provincia Giammaria Manghi, dai parlamentari Antonella Incerti e Maino Marchi al sottosegretario della Giunta regionale Andrea Rossi. E non potevano mancare i responsabili PD del territorio e il segretario provinciale Andrea Costa. Politica e istituzioni insieme per dire “ci siamo” e presidiare insieme un cammino dove ognuno faccia sino in fondo la propria parte.

conopportunita_castelnovo_okokEra presente anche Legacoop, che è disponibile per attivare le leve necessarie di sostegno. L’idea di questo “spazio di comunità” nasce a fine ottobre, quando lavoratori e lavoratrici di Coopsette si sono riuniti sotto la sede della Regione nel giorno in cui si è attivato il Tavolo di crisi. L’assessora regionale alle attività produttive Palma Costi, che ci ha inviato un messaggio di vicinanza e appoggio all’iniziativa, sta coordinando gli interventi per la salvaguardia occupazionale in questa fase di liquidazione coatta amministrativa. Importanti anche gli impegni assunti nel corso dell’inaugurazione, il primo dei quali è “farsi carico dei problemi della collettività” perché di fronte alle difficoltà delle persone, chi ha responsabilità politiche fa un passo avanti e cerca prospettive. Lo spazio sarà organizzato con aperture e turni su base volontaria.