Roberta Mori

I diritti delle donne nella legge sullo sport

Written By: robertamori - Apr• 20•17

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(Bologna, 19 aprile) Con il richiamo alla Carta europea Olympia, la commissione Parità e Diritti delle Persone ha espresso parere positivo sul progetto di legge regionale “Norme per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive”, che ci è stato illustrato dal relatore di maggioranza e segretario regionale PD, Paolo Calvano. A partire dal valore sociale della pratica sportiva fino alla valorizzazione dei grandi eventi e dei giovani, il testo di iniziativa della Giunta unifica e aggiorna, con importanti novità, le attuali disposizioni in materia di sport e gestione degli impianti (L.r. 13/2000 e L.r. 11/2007), che saranno abrogate. Il parere della Commissione Parità è rilevante per la trasversalità dei temi toccati – ha chiarito lo stesso Calvano – in quanto l’intento della legge è assicurare l’accesso allo sport per tutti, con attenzione particolare alle persone disabili e svantaggiate. Nel dibattito ho sottolineato come le finalità del progetto vadano nella direzione indicata dalla Legge quadro regionale sulla parità, in un settore dove permangono disparità di genere sia nell’accesso alle attività motorie a scopo di prevenzione e salute, a cui le donne riescono a dedicarsi poco e male, sia per quanto riguarda il loro scarso coinvolgimento in ruoli e posizioni di ‘leadership’ all’interno delle organizzazioni sportive.

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Per rafforzare la partecipazione femminile ho dunque proposto che nel nuovo testo sia richiamata in modo esplicito la Carta europea per i diritti delle donne nello sport. Un documento esauriente, presentato dalla UISP a Bruxelles nel 2011 e parzialmente recepito da una risoluzione del Parlamento Europeo a cui la Regione Emilia-Romagna ha già aderito, che traduce in modo chiaro l’approccio di equità che intendiamo adottare nelle nostre politiche e per una reale uguaglianza e pari opportunità in ambito sportivo. Abbiamo poi proposto di ridefinire la clausola valutativa della legge, prevedendo riscontri sull’effettiva diffusione della pratica sportiva femminile. Oltre ai temi di nostro interesse già affrontati dal testo, come la promozione dell’educazione allo sport sin dalle scuole dell’infanzia in ottica di salute fisica e mentale, o l’abbattimento delle barriere architettoniche in tutti gli impianti, abbiamo sottolineato la difficoltà per le sportive di accedere al professionismo e alle correlate tutele e la presenza di stereotipi e discriminazioni, non solo di genere, che mortificano molti protagonismi. Il relatore si è impegnato a recepire le nostre proposte con emendamenti al progetto di legge, che dopo l’udienza conoscitiva e i passaggi nelle commissioni competenti, sarà approvato in Aula entro maggio.

 

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