Roberta Mori

Gli impegni di Corecom e Difensore civico

Written By: robertamori - Ott• 31•18

(Bologna, 31 ottobre) “L’obiettivo è quello di una Difesa civica semplificata, più accessibile e diffusa”, così ha dichiarato Carlotta Marù, in qualità di Difensore civico regionale, nella illustrazione del programma di mandato (avviato lo scorso luglio) che abbiamo iscritto all’ordine del giorno della Commissione per la Parità e i Diritti delle Persone. La Difesa civica prende in carico le denunce dei cittadini rispetto a comportamenti ritenuti scorretti o inerzie della Pubblica Amministrazione e, ha spiegato Marù, “è un istituto con enormi potenzialità ma ancora poco conosciuto, per cui lavoreremo sulla comunicazione, anche attraverso l’utilizzo dei moderni canali”. Affinché la macchina funzioni vanno incrementati i rapporti con gli Enti locali, tramite convenzioni gratuite (attualmente i Comuni convenzionati sono solo il 4%), in collaborazione con l’Anci. Secondo il Difensore c’è ancora molto da fare per le disabilità, assicurando a tutti i cittadini l’accesso ai luoghi di servizio. Al termine della seduta ho ricordato l’accordo sottoscritto dalla Conferenza nazionale delle presidenti degli organismi di pari opportunità regionali con il Coordinamento nazionale dei difensori civici, un’intesa che prevede monitoraggio e azione di sollecito per ristabilire l’equilibrio di genere, in particolare nei Comuni.

Abbiamo sentito anche l’altro organo di garanzia regionale a inizio mandato, il Corecom, rappresentato dal presidente Stefano Cuppi  e dal vice Alfonso Umberto Calabrese. Le conciliazioni delle controversie in materia di telecomunicazioni, ci hanno informato, potranno d’ora in poi essere avviate solo in via telematica attraverso Conciliaweb, la piattaforma messa a disposizione da Agcom. “Creeremo degli sportelli di prossimità nei Comuni con un operatore che possa aiutare i cittadini e stiamo risolvendo alcune criticità della piattaforma web che, nella prima versione, non permetteva l’accesso alle associazioni di consumatori e agli studi legali”, hanno riferito. Altro versante dell’attività del Corecom è controllare il rispetto delle regole nei periodi pre-elettorali, che nel 2019 saranno due (Europee e Amministrative tra maggio e giugno ed elezioni Regionali a novembre).

“Attueremo una copertura più lunga sull’attività televisiva- ha continuato il presidente- così disporremo di dati più ampi sul rispetto della par condicio e sui contenuti trasmessi. Calcoleremo anche la presenza di genere nelle trasmissioni televisive che servirà per avere dati oggettivi sull’equilibrio tra uomini e donne. Certo- ha rimarcato Cuppi- il Corecom a oggi non ha gli strumenti per monitorare l’ambiente comunicativo più importante per la sfera politica che esiste oggi: il web”. Proprio sulla par condicio Silvia Prodi del gruppo Misto-Mdp ha chiesto al presidente una sua posizione sulla richiesta di modifica dell’articolo 9 avanzata dall’Assemblea degli uffici stampa delle Assemblee legislative e delle Province autonome arrivata durante il convegno dello scorso 22 ottobre. “Nella legge non esiste la parola internet- ha replicato Cuppi- anche solo per questo il testo presentato al convegno è largamente condivisibile. Spetta comunque al Parlamento modificare la par condicio.

 

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