Roberta Mori

Valutazione legge Parità: i centri antiviolenza

Written By: robertamori - Gen• 18•18

(Bologna, 17 gennaio) Affrontare la violenza subita e aiutare le donne nel superare una situazione di emergenza, considerando che oltre il 70% delle donne vittime di violenza hanno figli e che la maggior parte dei casi avviene come noto in famiglia: questa la prima attività svolta dai 14 Centri antiviolenza che fanno parte del coordinamento regionale. A tale compito (oltre tremila persone ogni anno si rivolgono ai Centri) si affianca costantemente quello culturale, finalizzato ad abbattere gli stereotipi di genere, a promuovere formazione e un’educazione al rispetto che coinvolga tutti a partire dai più giovani. Lo hanno evidenziato Samuela Frigeri, coordinatrice regionale dei centri, Silvia Iotti presidente di Nondasola onlus di Reggio Emilia e Angela Romanin di Casa delle donne di Bologna, convocate in Commissione per approfondire l’attuazione della Legge quadro regionale per la parità 6/2014. Con la loro audizione abbiamo inaugurato il percorso legato alla clausola valutativa della legge, con gli Assessorati competenti chiamati in Commissione Parità e Diritti a dare conto di esiti, progressi, criticità, sino alla relazione conclusiva dell’assessora alle pari opportunità entro febbraio.

Al fine di rendere più efficaci le norme di prevenzione e contrasto della L.R. 6/2014, le rappresentanti dei centri hanno avanzato precise richieste, da recepire anche sul Piano regionale contro la violenza sulle donne. Ad esempio, una più stretta connessione tra Centri e Case rifugio, la specifica previsione di finanziamenti destinati all’autonomia abitativa delle donne in difficoltà. Importante e da rafforzare l’aspetto della “formazione specifica delle operatrici dei centri, che non è ancora stata promossa”, più in generale di tutti gli operatori che nelle diverse istituzioni – dalla sanità alle forze dell’ordine – dovrebbero attivarsi presto, bene e in modo coordinato.  Emerge quale fattore fondamentale un dialogo strutturato tra Centri e istituzioni educative, per divulgare conoscenza e cultura antidiscriminatoria tra i giovanissimi, tra Centri e Servizi sociosanitari, compresi i Servizi per il trattamento degli uomini violenti.

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