Roberta Mori

Diritti Lgbt. Non sarà una “legge bandiera”

Written By: robertamori - Mar• 13•19

(COMUNICATO Bologna, 13 marzo) La commissione Parità e Diritti delle Persone, presieduta per l’occasione da Antonio Mumolo e alla presenza delle assessore Pari opportunità del Comune di Bologna Susanna Zaccaria e di Reggio Emilia Natalia Maramotti in qualità di promotrici dell’iniziativa popolare, ha posto le prime basi in discussione generale della legge regionale contro l’omotransnegatività e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. La relatrice di maggioranza Roberta Mori ha illustrato l’approccio di elaborazione del testo di legge che andrà in approvazione, a partire dal termine ‘omotransnegatività’, contestato ieri in Aula dal consigliere Andrea Galli che aveva parlato di una “legge bavaglio che vuole mettere a tacere le opinioni diverse”. Mori ha spiegato come il termine sia corretto in quanto comprensivo di tutti i comportamenti discriminatori, dietro ai quali non c’è solo una fobia. Ma ha rimarcato: “il mio approccio al testo è e sarà essenziale, eviteremo che la mala interpretazione di una parola porti le persone vittime delle discriminazioni a essere considerate carnefici”. Altro elemento sollevato riguarda l’autodeterminazione, ove attiene all’identità di genere.

“Lo ritengo un tema fondamentale- ha detto Mori- ma dobbiamo stare attenti, perché la Regione non può ergersi a garante e a tutela assumendo competenze che solo lo Stato detiene.” Meglio un richiamo esplicito alla normativa nazionale per chiunque voglia intraprendere un percorso di transizione, che la Regione dovrà poi sostenere. Nessuna blindatura del testo base di iniziativa popolare dunque, ma al contrario approfondimento giuridico delle materie di competenza, attenzione per tutte le sensibilità e proposte, comprese quelle contenute nel progetto di legge abbinato a prima firma di Silvia Piccinini del Movimento5Stelle. Dopo gli interventi del relatore di minoranza Michele Facci, di Giancarlo Tagliaferri (“la lotta alle discriminazioni omofobe non è un’emergenza e mi sembra più che altro una legge fatta per finanziare le associazioni Lgbt”), di Silvia Prodi, Igor Taruffi, Giuseppe Paruolo e Paolo Calvano (“questo problema spesso resta nascosto ma c’è eccome, la Regione fa bene a contrastare anche le discriminazioni per orientamento sessuale”) la Relatrice Mori ha confermato l’impegno ad approvare una legge utile: “non voglio un provvedimento ‘bandiera’, per rispetto delle persone che sono vittime di discriminazioni”. E riguardo ad alcuni dubbi espressi sulle modifiche al vaglio ha precisato: “Gli elementi di novità che esamineremo saranno sempre rafforzativi, non ci saranno passi indietro rispetto al testo di iniziativa dei Comuni, ma chiariremo elementi di ambiguità che mettono a rischio il provvedimento o possono aprire la strada a ricorsi”.

Solidarietà internazionale, leva di pace e sviluppo

Written By: robertamori - Mar• 12•19

(12 marzo) Progetti di cooperazione allo sviluppo destinati a popolazioni con cui la nostra Regione ha legami storici come Senegal e Mozambico, più nuovi investimenti in Camerun, Burundi, Burkina Faso e Kenya. Un piano da 908mila euro, stanziati per oltre 20 attività: dall’istruzione e formazione al sostegno alle cooperative agricole, all’accoglienza di circa 1.000 bambini provenienti da Chernobyl, dal Saharawi e da altri Paesi, che hanno potuto curarsi grazie al sistema sanitario regionale. In Assemblea abbiamo svolto la relazione sullo stato di attuazione del Piano triennale 2016/2018 per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e in via di transizione, che ha adeguato gli obiettivi a quelli dell’Agenda Onu 2030 per la sostenibilità del pianeta, coordinando il lavoro di associazioni, Ong e volontariato.

Si tratta di una concreta solidarietà internazionale che la Regione Emilia-Romagna alimenta da decenni (e lo scorso anno abbiamo incrementato il Piano) perché crediamo nel sostegno all’autonomia produttiva e allo sviluppo di territori poveri del mondo, funestati da siccità, conflitti e sfruttamento. Gli aiuti sono devoluti attraverso accreditati partner locali, che fanno da tramite anche a privati che contribuiscono ai finanziamenti, quali Ong, onlus, reti di volontari, associazioni, cooperative e imprese. 4 progetti per sviluppo economico, educazione e formazione hanno interessato i territori palestinesi, altri anche i paesi del bacino sud del Mediterraneo come Tunisia, Marocco ed Egitto. In Aula abbiamo ricordato i cooperanti rapiti in Africa come Silvia Romano e quelli rimasti vittima dell’incidente aereo in Etiopia.

Tresinaro Secchia, accordo per la Parità

Written By: robertamori - Mar• 11•19

(Casalgrande, Rubiera, 9 marzo) Grandi emozioni al Teatro De André di Casalgrande, dove si è tenuta la premiazione del logo vincitore del concorso promosso dalla Commissione per la Parità dell’Unione Tresinaro Secchia per rappresentarla simbolicamente. Coinvolte classi medie anche degli Istituti scolastici di Arceto e Rubiera, che hanno prodotto elaborati straordinari per creatività e significato, guidate da insegnanti motivati. La consigliera e presidente Elena Rossi ha condotto i lavori della Commissione e l’intero percorso con grande efficacia, ottenendo il vero obiettivo: una partecipazione attiva e un percorso di riflessione di tanti giovani sui temi delle discriminazioni, delle distanze sociali tra donne e uomini, degli interventi necessari a diminuire le diseguaglianze e prevenire le violenze. Alle classi vincitrici è andato un piccolo riconoscimento in denaro, destinato alla Scuola.

Presenti il Sindaco Alberto Vaccari, gli assessori e le assessore competenti, i componenti della Commissione, dopo la premiazione ho sottoscritto l’Accordo di collaborazione tra le Commissioni Parità dell’Unione e della Regione, per attuare sul territorio la Legge quadro n. 6 del 2014 grazie ad un impegno congiunto delle Comunità. Tra gli obiettivi e le azioni previste, un’equa composizione di genere delle Giunte locali, progetti educativi finalizzati al rispetto delle differenze e al benessere, contrasto dei messaggi sessisti e violenti. Insieme a Elena Rossi ho poi fatto tappa a Rubiera, per conoscere un servizio di accompagnamento all’autonomia femminile molto qualificato e qualificante per l’Unione Tresinaro Secchia. Donne e madri con i loro bimbi che si trovano in un momento di difficoltà, vengono accolte in un progetto di sostegno guidato da assistenti sociali, educatrici ed educatori. Una famiglia speciale… perché tanti sono i modi di essere famiglia.

8 marzo. Protagoniste dell’agricoltura del futuro

Written By: robertamori - Mar• 10•19

(Gattatico, 8 marzo) Sono 12.398 in Emilia-Romagna (dati Unioncamere) le imprese agricole guidate da donne mentre se ne contano 216mila in tutta Italia. Un grande valore all’interno del mondo produttivo che non è dato solo dal numero delle titolari, ma anche dalla capacità di innovazione delle imprenditrici, che hanno saputo cogliere le opportunità offerte dalla multifunzionalità per le aziende agricole in ambito economico, ambientale e sociale. Lo ha spiegato la presidente di “Donne in Campo E-R”, associazione Cia-Agricoltori Italiani, Luana Tampieri, in occasione dell’evento dal titolo “Donne in agricoltura dal dopoguerra ad oggi”, a cui ho partecipato anche in rappresentanza dell’Assemblea regionale. Gli interventi al convegno, che è stato ospitato dall’Istituto Cervi e introdotto dalla presidente Albertina Soliani, hanno ben motivato il ruolo da protagonista della donna agricoltrice oggi, ruolo che dovrebbe esserle riconosciuto anche nei luoghi decisionali e politici.

L’assessora all’agricoltura della Regione, Simona Caselli, ha rafforzato il concetto anche con altri dati. Puntando su coltivazioni nuove di qualità, educazione alimentare ed ambientale, gli agri-asilo, le fattorie didattiche, agriturismi ed i percorsi rurali di pet-terapy, l’agricoltura “al femminile” in Emilia-Romagna ha registrato un aumento del 12,6% di donne occupate nel settore agroalimentare con le lavoratrici autonome che passano dal 22% nel 2010 al 30% nel 2018. Questo “ritorno alla terra” interessa anche le più giovani visto che in Emilia-Romagna si registra un aumento delle imprese femminili under 35 che passano dalle 418 del 2013 alle 511 dello scorso anno con un aumento dell’8% in un anno e del 22% in cinque anni contro il 4% del dato nazionale. La nostra Regione fa la sua parte, con 58 milioni sul PSR messi fino ad ora a disposizione delle aziende agricole femminili e con iniziative per facilitare l’impegno delle donne in questo settore, rimuovendo gli ostacoli, anche culturali, che ne impediscono una piena valorizzazione.