Roberta Mori

Diritti Lgbti: ci sono le condizioni per una legge.

Written By: robertamori - Mag• 18•18

(17 maggio) Comunicato stampa. LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARITÀ E DELEGATA RETE RE.A.DY INCONTRA IL LEADER STORICO DEL MOVIMENTO GAY FRANCO GRILLINI DURANTE IL PRESIDIO DELLE ASSOCIAZIONI IN ASSEMBLEA. “Ci sono tutte le condizioni, di coerenza e merito, per portare in Aula e approvare il progetto di legge regionale contro l’omotransnegatività”. È quello che la presidente della Commissione Parità dell’Assemblea legislativa e delegata dalla Regione nella Rete nazionale Ready (Pubbliche amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere), Roberta Mori, ha risposto alle delegazioni delle associazioni Lgbti arrivate da tutta l’Emilia-Romagna in viale Aldo Moro per chiedere l’approvazione di una legge contro l’omotransfobia. Presenti al presidio anche i consiglieri regionali Igor Taruffi e Yuri Torri (Sinistra Italiana), Antonio Mumolo (Partito Democratico), Silvia Piccinini (M5s) e Silvia Prodi (Gruppo misto-Mdp), tutti disposti a impegnarsi perché il progetto di legge approdi in Aula prima della fine del mandato. Alla guida della delegazione ‘arcobaleno’ Franco Grillini, leader storico del movimento gay ed ex consigliere regionale, nonché autore della prima proposta di legge sul tema messa a punto nella scorsa legislatura.

Parlando con l’ex collega consigliera Roberta Mori, Grillini ha sottolineato l’urgenza di arrivare al più presto a questo risultato e di concludere il percorso interrotto bruscamente nel 2014 con la fine anticipata della legislatura. “La Regione Emilia-Romagna- ha sottolineato durante il presidio la presidente Mori- risponde da tempo ai temi dei diritti e alle politiche contro le discriminazioni di genere. Quello che ci manca è un salto in più, rappresentato da una normativa che contrasti e contribuisca a prevenire l’omotransfobia: una legge per evitare soprattutto la marginalizzazione degli adolescenti bullizzati per il loro orientamento sessuale. Abbiamo il sostegno di molte associazioni e delle nostre amministrazioni locali aderenti a Re.a.dy (di cui la Regione fa parte dal 2014, ndr), quindi ci sono tutti i presupposti per portare in aula questo provvedimento e approvarlo nel più breve tempo possibile”.

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Adolescenti a scuola, al primo posto il benessere

Written By: robertamori - Mag• 17•18

(Bologna) Ho partecipato ad un convegno interessante, occasione per presentare i risultati della ricerca “Be Proud! Speak Out!” condotta nel 2017 dal Centro Risorse LGBTI e da Il Progetto Alice, sulla condizione degli e delle adolescenti LGBTI nelle scuole italiane. Su questa base il confronto con le istituzioni, con il mondo della formazione e dell’insegnamento, per creare sinergie utili. Con l’assessora comunale pari opportunità Susanna Zaccaria per il saluto di apertura, il seminario ha visto gli interventi di Valeria Roberti e Giulia Selmi, della rete Educare alle differenze, ad approfondire alcuni dati. Ad esempio, quasi la metà degli studenti Lgbti non si sentono sicuri in ambiente scolastico. Alla domanda ‘cosa può fare la scuola?’ hanno risposto Chiara Sità, ricercatrice in Pedagogia Generale dell’Università di Verona e l’insegnante superiore Valentina Millozzi.

Anche dagli esiti della ricerca (qui completa) si conferma l’importanza per i ragazzi e ragazze, per la rete educativa nel suo complesso, di una normativa sia nazionale che regionale. La prima, per fornire linee didattiche comuni e omogenee, ma anche per mettere in campo in modo integrato competenze di sicurezza, ordine pubblico, sanzionatorie. La seconda, regionale, per introdurre nel sistema di promozione dei diritti i migliori progetti educativi, le best practices locali di prevenzione e nel sistema sociosanitario le protezioni o i sostegni che servono. Parlando di educazione, parliamo di costruire un futuro nel quale non trovino più posto odio e violenze bullistiche che minano il benessere di tutti gli e le adolescenti.

I diritti in prima pagina!

Written By: robertamori - Mag• 15•18

(Bologna, 15 maggio) Su Lepida TV, canale digitale che racconta l’Emilia-Romagna, ho partecipato alla trasmissione Edicola dell’Assemblea Legislativa, condotta da Isabella Scandaletti con interviste alle consigliere e i consiglieri regionali su temi di attualità proposti dai giornali. Anche notizie di oggi che, purtroppo, raccontano aggressioni e violenze contro le donne, mi hanno dato modo di spiegare cosa sta facendo la Regione per prevenire culturalmente e contrastare il femminicidio, sulla base della legge quadro per la parità e con politiche antidiscriminatorie, di tutela dei diritti, che vanno rafforzate. E, in vista della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia le associazioni Lgbti, Arci gay, Arcilesbica e Arcobaleno, che saranno presenti con un presidio davanti alla Regione proprio il 17 maggio, ci chiedono una normativa regionale in materia che prosegua il percorso di inclusione sociale già intrapreso. Ecco il video della trasmissione!

Formazione di genere per cure appropriate

Written By: robertamori - Mag• 14•18

(Ravenna, 11 maggio) Sono intervenuta alla seduta congiunta delle Commissioni “Politiche di genere, Pari Opportunità” e “Sanità pubblica, Qualità della vita”, invitata dalla presidente Patrizia Strocchi, per offrire alla discussione in Comune un quadro aggiornato in materia di medicina di genere, a livello sia nazionale che regionale. In attuazione della legge quadro per la parità, è con il Piano regionale sociale e sanitario 2017-2019 che la Regione e il Servizio Sanitario dell’Emilia-Romagna riconoscono concretamente la medicina genere-specifica, sgombrando il campo da stereotipi che la rappresentano come medicina alternativa o “solo per donne”. Il Piano attiva un coordinamento regionale che guida le fasi sperimentali e promuove la formazione omogenea di operatori e operatrici in ambito sanitario, sociosanitario e sociale, compresi i medici convenzionati. È prevista la definizione di linee guida operative per l’approccio di genere e multidisciplinare rivolte a tutte le Aziende Sanitarie, le quali sono tenute ad assumerle entro il 2019.

Significativo tra gli altri l’intervento di Mauro Marabini, direttore sanitario dell’Ausl Romagna, che ha motivato la necessità di uno sviluppo della medicina di genere per la cura personalizzata ed una efficace prevenzione, per uomini e donne, sollecitando le linee guida regionali in materia anche in funzione di un ruolo attivo della nostra Regione per attuare la legge 3/2018 (c.d. Legge Lorenzin).  Ricordo al proposito che solo con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Miur, viene predisposto il “Piano formativo nazionale per la medicina di genere, volto a garantire la conoscenza e l’applicazione dell’orientamento alle differenze di genere nella ricerca, nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura.” Il profondo cambiamento che serve, per un vero progresso del Servizio sanitario nazionale, si realizzerà dunque soltanto attraverso un’effettiva sussidiarietà,

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