Roberta Mori

Il Consultorio tra passato e futuro

Written By: robertamori - Ott• 30•18

(Carpi, 27 ottobre) Unione Terre d’Argine e Dipartimento professioni Sanitarie in collaborazione con il Centro Italiano Femminile e U.D.I. hanno promosso un seminario importante, sul ruolo prezioso dei Consultori in oltre quarant’anni di attività al servizio della salute e della prevenzione per l’attuazione della Legge 194. Un ruolo fondamentale orientato all’equità sociale che va rilanciato in tutto il Paese e che in Emilia-Romagna abbiamo aggiornato in rapporto alla riforma organizzativa dei Servizi sociosanitari, nel segno dell’accessibilità e del principio universalistico, finanziando compiti anche aggiuntivi affidati ai Consultori familiari pubblici. Vi ho partecipato in rappresentanza della Giunta, illustrando il senso di un investimento sul futuro che per la Regione passa proprio da questi Servizi.

Le sfide su cui misurarsi sono molteplici: l’assistenza ostetrica nel percorso nascita, i progetti innovativi per la tutela della fertilità e sulla promozione della salute sessuale, la nuova collocazione nelle Case della salute, l’assistenza psicologica e sociale per la preparazione alla maternità e alla paternità responsabile e per i problemi della coppia e delle famiglie, anche in ordine alla problematica minorile. La legge istitutiva dei Consultori (L. 405/1975) pone sullo stesso, prioritario, piano la salute della donna e quella di nascituri, neonati e neonate. Mai come in questo campo occorre interdisciplinarità e lavoro di équipe tra Consultorio e Ospedale, così come la dedizione di un personale sociosanitario che va formato in continuo affinché sappia rispondere ad esigenze peculiari non “standardizzabili”, a mutamenti socioeconomici che incidono sulle scelte, come sui diritti, delle persone. Di grande rilevanza, da mantenere, la contraccezione gratuita estesa a donne fertili e adolescenti per le loro scelte responsabili, per non lasciare solo nessuno.

Zingaretti e il pensiero differente

Written By: robertamori - Ott• 29•18

(Bologna) Un incontro significativo quello che il candidato alla segreteria nazionale del PD, Nicola Zingaretti, ha voluto tenere con le rappresentanti di TowandaDem, bolognesi e provenienti da tutta la regione. Un incontro vero, non di facciata, nel quale Zingaretti ha ascoltato le nostre esperienze e proposte e ha marcato una posizione convinta rispetto alle diseguaglianze di genere e sociali, rispetto alla necessità di un contributo di pensiero femminile senza il quale non si fa politica utile. Né democratica. Non ci siamo nascosti il fatto che l’impegno di anni e di tante persone aderenti alle Conferenze Donne Democratiche, la stessa Conferenza a livello nazionale, si siano infranti contro l’indifferenza del gruppo dirigente PD. Lo spirito originario del Partito, mai realizzato, passa anche da questo contributo e Zingaretti intende valorizzarlo da subito, proponendo il congresso parallelo delle Donne Dem a inizio anno.

In primo piano una denuncia e un allarme motivato: stiamo assistendo ad una deriva internazionale, non solo italiana, sul piano dei diritti umani e della solidarietà sociale. Parliamo di un “sovranismo” che non riguarda solo l’attacco all’Europa in chiave nazionalista ma riguarda la riaffermazione su larga scala della supremazia patriarcale. L’uomo bianco, ebbene sì, che vuole riprendersi tutto lo spazio e il potere, nelle declinazioni che conseguono. Quando questa visione si fa politica sulla scena globale – e gli esempi che la incarnano ormai si sprecano anche a “casa nostra” – allora la stessa democrazia e il sistema di welfare inclusivo che ha caratterizzato in particolare lo sviluppo europeo, rischiano di collassare riportandoci all’anno zero. Secondo Zingaretti è il femminile, con il suo portato di pensiero e partecipazione differente, che può salvare lo stato di diritto e l’ambizione dello stato sociale aggiornato al presente.

Professioni ed ANCI: no al “soffitto di cristallo”

Written By: robertamori - Ott• 26•18

(Rimini, 24 ottobre) Ho partecipato ad un workshop promosso da Confprofessioni in materia di quote di genere nelle società a partecipazione pubblica, nell’ambito dell’Assemblea annuale ANCI che si è svolta a Rimini. Abbiamo approfondito il tema del contributo femminile allo sviluppo, con un’analisi della presenza attuale delle donne nei consigli di amministrazione dopo la determinante, ma in scadenza, legge Golfo-Mosca 2011 (che ha fatto passare dal 7 al 30% in cinque anni) e dopo il recente Testo Unico in materia di società pubbliche. Anche in Emilia-Romagna, dove pure assicuriamo il rispetto dei parametri di legge con un terzo delle componenti nei CdA, il “soffitto di cristallo” o segregazione verticale ancora ostacola il percorso di carriera delle donne, a parità di merito e titoli, verso le posizioni apicali in tutte le organizzazioni, comprese quelle del Terzo Settore. Una situazione giudicata antistorica e regressiva anche per l’economia.

I dati hanno innescato una ampia riflessione sugli interventi che mancano, sulle sinergie adeguate a promuovere pari opportunità tra uomini e donne nella partecipazione alla vita sociale, economica e politica, nell’accesso alle cariche elettive ed alla rappresentanza istituzionale in tutto il Paese. Sono intervenuti tra gli altri il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella, il presidente Anci e Sindaco del comune di Bari Antonio Decaro, la presidente di Confprofessioni Emilia Romagna Maria Pungetti, le Consigliere di Parità nazionale Francesca Cipriani e regionali Sonia Alvisi e Sandra Miotto (Veneto), rappresentanti dell’Ordine dei commercialisti, Simona Lembi come responsabile pari opportunità di ANCI nazionale, le assessore Emma Petitti e Natalia Maramotti, la presidente commissione pari opportunità della Regione Puglia Patrizia Del Giudice.

Investimenti antiviolenza garantiti anche nel 2019

Written By: robertamori - Ott• 26•18

(Bologna, 24 ottobre) I dati, le tendenze e le strategie contro la violenza di genere in Emilia-Romagna, in Europa, nel mondo, il ruolo fondamentale delle donne nella integrazione sociale, nel superamento di crisi e transizioni che, oggi, minano la qualità e lo stesso futuro della democrazia nelle nostre Comunità: questo il cuore de La Democrazia è Donna, Convegno internazionale che terremo in Sala Fanti dell’Assemblea Legislativa il 23 novembre in occasione della Giornata Onu per l’eliminazione della violenza contro le donne, e che ho annunciato alla Conferenza regionale delle elette riunita con le associazioni. Invitato ai nostri lavori anche il nuovo presidente del Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) dell’Emilia-Romagna, Stefano Cuppi, che ha illustrato l’impegno di mandato per monitorare e far rispettare l’equilibrio di genere sulle radio e tv nei periodi elettorali in particolare, e per campagne di formazione o educazione anti discriminatorie.

Condivisa poi la forte preoccupazione per la proposta Pillon sul Diritto di famiglia, che critichiamo perché vi è assente qualsiasi riflessione rispetto alle trasformazioni sociali, qualunque contraddittorio con le donne e con chi si occupa di minori. Si è ribadito che quel disegno di legge rischia di minare lo sviluppo armonico di bambine e bambini figli di coppie separate, aggravare i costi della separazione compresi quelli immateriali per il coniuge più debole, oltre a ignorare una realtà discriminatoria. Sono intervenute, entrambe con ordini del giorno approvati in Consiglio comunale che chiedono il ritiro del DDL, l’assessora Pari opportunità del Comune di Reggio Emilia Natalia Maramotti e l’assessora alle PO del Comune di Modena, Irene Guadagnini. Non ultimo, l’assessora Emma Petitti ha illustrato lo stato dei Bandi antiviolenza che finanziano –anche per il 2019– con un milione di euro progetti territoriali di prevenzione, cultura, inclusione.

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