Roberta Mori

Towanda: empatia e un protagonismo utile

Written By: robertamori - Mag• 14•18

(Roma, 12 maggio) Le ragioni della nostra iniziativa riguardano il valore del pluralismo, la qualità della democrazia, l’utilità stessa della politica. Le oltre mille firmatarie del Manifesto e le numerosissime donne (e uomini) che hanno partecipato al TowandaDay sono già passate dalla protesta –quella motivata indignazione di fronte ad una gestione verticistica che ha emarginato la rappresentanza e il pensiero femminile– alla proposta di politiche inclusive, di giustizia sociale e sviluppo sostenibile da cui il Partito Democratico e la Sinistra nel suo complesso, dovrà ripartire. Questo impegno troverà concretezza nell’associazione Towanda con le sue articolazioni territoriali, aperte al contributo di tutte le competenze ed esperienze femminili che vorranno partecipare. Spiegheremo e rilanceremo l’iniziativa anche il 19 maggio all’Assemblea nazionale del PD.

La democrazia paritaria riguarda tutte e tutti”, ha dichiarato sul palco del TowandaDay il segretario reggente Maurizio Martina: “schieriamo il PD su impegni chiave, parità salariale e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro con un nuovo welfare. E continuiamo senza sosta la lotta contro la piaga inaccettabile del femminicidio.” Sono parole importanti, di merito e di metodo su cui lavoreremo, perché in questi anni abbiamo perso le parole giuste, quelle che sanno nutrire una società giusta. Per il mio intervento ho scelto la parola “empatia”, ovvero la capacità di mettersi nei panni degli altri per poter interpretare in modo vero e autentico i bisogni, le sofferenze e le speranze delle persone che rappresentiamo. E’ solo recuperando o scoprendo empatia, in un protagonismo costruttivo che non esclude nessuno, che potremo riaffermare un’identità smarrita.

Tutele e responsabilità nel sistema di assistenza

Written By: robertamori - Mag• 10•18

(9 maggio) La recente denuncia dei maltrattamenti al Centro Anziani di Correggio da parte di operatrici sociosanitarie, ancora oggetto di indagini, è tristemente nota. Un simile evento non può avere solo un riscontro meramente giudiziario: occorre anche esercitare il nostro ruolo di rappresentanti del territorio e assumere una piena responsabilità istituzionale e politica. Per la Regione, costituirsi parte civile in sede processuale di fronte a queste violenze e garantire un costante impegno istituzionale affinché questi eventi non accadano più, è un atto imprescindibile. Lo aveva già annunciato il sottosegretario Rossi a inizio aprile, accanto all’attivazione dell’assessore regionale alla sanità. Lo abbiamo riaffermato durante la discussione in Assemblea legislativa di una risoluzione presentata dal consigliere Delmonte della Lega, che abbiamo modificato con emendamenti firmati da me, Ottavia Soncini e Paolo Zoffoli, poi approvati all’unanimità dall’Aula assieme all’atto di indirizzo. Chiediamo atti concreti di prevenzione, non solo controlli, perché presunti comportamenti violenti che coinvolgono oltretutto persone inermi sono inaccettabili per il nostro sistema di assistenza e protezione, che ha sempre cercato di garantire la dignità delle persone e salvaguardare la stessa reputazione degli operatori sociosanitari. Le azioni della Giunta in tal senso, unite alla relazione dei fatti specifici già richiesta all’Ausl reggiana dall’assessore, saranno al centro di un’Informativa nelle Commissioni Sanità e Parità in seduta congiunta

Assemblea, meno “barriere” e più voce in Europa

Written By: robertamori - Mag• 09•18

(Bologna, 8-9 maggio) Segnalo due provvedimenti approvati dall’Assemblea Legislativa (VEDI ATTI). Il primo – varato in occasione della Festa dell’Europa – è un opportuno aggiornamento della legge regionale 16 del 2008, che ha prodotto negli anni risultati importanti in termini di qualità della partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla formazione e attuazione delle politiche e del diritto dell’Unione europea. Uno fra i tanti esempi concreti sta nell’azione che la nostra Regione porta avanti a Bruxelles in difesa delle politiche di coesione e della politica agricola comune, ovvero per attrarre quei fondi europei strategici per il territorio e a favore di settori fondamentali della nostra economia. Le modifiche introducono sia strumenti di promozione della cittadinanza europea a partire delle giovani generazioni, attraverso specifici progetti di scuole, mondo dell’associazionismo e Comuni, sia garanzie di una più efficace partecipazione da parte della Regione nei processi decisionali delle politiche europee, dando voce e veicolando le istanze che provengono dal territorio.

L’altro provvedimento riguarda l’abbattimento delle barriere e l’accessibilità delle persone disabili negli edifici: la Regione stanzia al momento 2 milioni (fondi nazionali dedicati solo a proprietà pubbliche) che serviranno, per l’80 per cento, ad aumentare la cosiddetta accessibilità verticale, cioè l’installazione di ascensori, mentre l’altro 20 per cento è destinato a interventi come l’allargamento delle porte o le rampe d’accesso. Tali fondi si aggiungono a quelli destinati a Comuni e Unioni di Comuni sempre sul tema dell’accessibilità. Abbiamo poi impegnato la Giunta ad agire a fianco degli enti locali per aumentare la disponibilità del parco alloggi attuale, attraverso il recupero di efficienza, di manutenzione e la riduzione dei tempi dei lavori. Importante anche promuovere un’integrazione del Piano Casa regionale per aumentare il numero di alloggi disponibili attraverso processi di riqualificazione e rigenerazione urbana.

Donne e disabilità, no alla discriminazione multipla

Written By: robertamori - Mag• 03•18

(Bologna) Riconoscere un peso sempre crescente alle differenze di genere e alla grave questione della discriminazione “multipla” che può colpire le donne con disabilità. Lo chiede una RISOLUZIONE presentata dal Partito Democratico, approvata in Commissione Parità con il voto favorevole di tutte le forze politiche. L’atto di indirizzo impegna la Regione a considerare la prospettiva di genere nella programmazione delle proprie politiche sulla disabilità e nella lotta a tutto tondo contro la violenza sulle donne. Perché, come ha spiegato la prima firmataria Francesca Marchetti, le donne disabili risultano essere più esposte: ben il 36% di loro ha subito violenza e il rischio di essere vittime di stupro è doppio (10% contro il 4,7%), al netto del tanto che resta sommerso poiché la propensione a denunciare è minore. Lo scorso agosto il Comitato ONU sui Diritti delle persone con disabilità aveva richiamato l’Italia per la mancanza di una prospettiva di genere nelle politiche per i disabili. L’atto invita dunque la Giunta regionale ad avvalersi degli spunti offerti dal “Secondo manifesto sui diritti delle donne e delle ragazze con disabilità nell’Unione Europea” del 2011, ora tradotto in lingua italiana, per sensibilizzare le istituzioni e le associazioni sui temi dell’uguaglianza e delle discriminazioni. Chiede di diffondere la conoscenza del Manifesto “fra i cittadini e soprattutto fra le associazioni regionali operanti nel settore, affinché si diffonda la prospettiva di genere” nell’approccio a queste problematiche. Invita inoltre ad affrontare la violenza “a tutto tondo”, tenendo “in debito conto anche l’eventuale condizione di disabilità della vittima”. Dalla Commissione Parità e Diritti delle Persone è arrivato un messaggio univoco per intervenire in un ambito ancora oscuro in termini di studio e consapevolezza.