Roberta Mori

Il Parlamento riconosca l’importanza dei caregiver

Written By: robertamori - Ott• 23•18

(Roma, 23 ottobre) COMUNICATO STAMPA. Audizione a Palazzo Madama della coordinatrice nazionale delle commissioni regionali di Parità. A svolgere l’attività di caregiver (colui o colei che offre assistenza a un parente malato) sono circa 120 mila persone in regione, la maggior parte donne tra i 45 e i 55 anni. L’Emilia-Romagna in prima fila con la sua legge sul caregiving (l’assistenza a un familiare non autosufficiente) e prima in Italia ad approvarla già nel 2014. E proprio l’esempio emiliano-romagnolo è stato portato oggi a Palazzo Madama dalla coordinatrice delle commissioni pari opportunità di Regioni e Province Autonome, Roberta Mori, durante le audizioni previste dalla commissione Lavoro del Senato sui disegni di legge per il sostegno ai caregiver familiari. “Serve una legge dello Stato che valorizzi e supporti concretamente questo welfare invisibile.”

I caregiver familiari sono stimati, in tutta Europa, pari al doppio degli operatori professionali: la stima Istat in Italia è di circa 7 milioni di persone che, nel contesto familiare, si prendono cura gratuitamente e regolarmente di adulti anziani, di malati e di persone disabili. Si tratta prevalentemente di donne, con famiglia e figli, di età compresa tra 45 e 55 anni che, per dare cura, spesso sono costrette a lasciare il lavoro. In Emilia-Romagna sono 120 mila persone a svolgere questo compito per almeno 20 ore settimanali, tra loro anche giovani. Le linee attuative emanate dalla Regione tratteggiano la situazione del caregiver familiare: “Svolge anche 7 ore al giorno di assistenza diretta e 11 ore di sorveglianza – spiega Mori -, per una media di 8-10 anni nel caso di persone anziane non autosufficienti, per tutta la vita nel caso di disabilità congenita grave”. “La Regione Emilia-Romagna favorisce accordi con le rappresentanze delle compagnie assicurative che prevedano premi agevolati per le polizze stipulate dal caregiver familiare a copertura di infortuni e della responsabilità civile collegati all’attività prestata;

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Re.A.Dy. Pronti alla legge in Commissione

Written By: robertamori - Ott• 23•18

(Bologna, 22-23 ottobre) Il Comune capoluogo, con la promozione dell’assessorato pari opportunità guidato da Susanna Zaccaria, ha ospitato l’incontro annuale della Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni (Re.A.Dy). Ho partecipato anch’io quale rappresentante della Regione Emilia-Romagna, che aderisce alla Rete dal 2014, illustrando i nostri principali contributi ed iniziative recenti per i diritti delle persone Lgbt ed il contrasto alle discriminazioni per orientamento sessuale o identità di genere. Presenti diverse Regioni e molti Comuni italiani aderenti, chiamati a raccolta dal capofila Comune di Torino rappresentato dall’assessore Marco Giusta. Alla tavola rotonda moderata dal presidente ‘Arcigay Il Cassero’ Vincenzo Branà, abbiamo confrontato informazioni e buone prassi, in particolare sulle normative regionali contro l’omotransfobia già in vigore e sui progetti di legge in iter di approvazione nei Consigli regionali italiani.

Ed è questo il caso dell’Emilia-Romagna: con l’ultimo via libera della Consulta di garanzia statutaria, la Commissione Parità si convocherà entro il mese per avviare il percorso di approvazione del progetto di legge contro l’omotransnegatività di iniziativa dei Comuni di Bologna, San Pietro in Casale, Reggio Emilia, Parma. Un impulso dal basso, dai territori, che è importante per la diffusione di consapevolezza e per la prevenzione sociale e sanitaria rispetto alle violenze, alle sofferenze, ai bullismi generati dall’omotransfobia. Nel progetto di legge questo è valorizzato, assieme alla partecipazione alla Rete ReAdy, a programmi di formazione e di educazione, nelle scuole con il coinvolgimento dei genitori, nello sport e in altri ambiti dove la diversità dovrebbe essere percepita correttamente più una ricchezza che una fonte di paura e disagio.

Al via il Bando 2018 sui percorsi partecipativi

Written By: robertamori - Ott• 18•18

(Bologna, 16-17 ottobre) Segnalo due provvedimenti tra quelli discussi e adottati in questa tornata assembleare. La nuova legge sulla Partecipazione presta un’attenzione maggiore al coinvolgimento della cittadinanza sia nel decidere che nel realizzare politiche pubbliche a livello locale, rafforzando il concetto di sussidiarietà orizzontale. Gli elementi di qualità introdotti sono un Osservatorio per la verifica dell’impatto dei processi partecipativi, attività formative per oltre 180 funzionari della Regione e degli Enti locali, la ‘comunità di pratica’ per far crescere le competenze attraverso lo scambio di buone prassi tra tutti i soggetti e livelli istituzionali, un sito web dedicato. La Giunta approverà fra pochi giorni il bando 2018 che finanzierà con 446mila euro progetti di partecipazione nel solco della nuova legge; e appresterà un bando tematico nel 2019 per finanziare iniziative su regolamenti e statuti comunali che prevedono percorsi partecipativi, stanziando ulteriori 190 mila euro.

Segnalo poi una modifica della Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere che, con l’art. 32 bis, introduce Disposizioni organizzative sulla Consigliera o sul Consigliere di parità regionale. Tali importanti competenze antidiscriminatorie in materia di lavoro, sino ad ora in capo alla Giunta regionale, a seguito della modifica vengono trasferite all’Assemblea legislativa, la quale già ospita e supporta le attività degli Istituti di Garanzia regionali per i minori, i detenuti e il Difensore Civico. Da ora in poi si rafforzerà dunque la collaborazione tra l’Ufficio della Consigliera di parità regionale – ricoperto da Sonia Alvisi da inizio anno – e la Commissione Parità e Diritti delle Persone.

Risarcimenti a Lentigione, il Governo batta un colpo

Written By: robertamori - Ott• 16•18

(16 ottobre) A quasi un anno dall’alluvione del dicembre 2017 i cittadini di Lentigione a Brescello continuano a non avere certezze sui risarcimenti loro spettanti per i danni. Ho interpretato l’allarme di questi giorni con un’interrogazione urgente in Aula rivolta alla Giunta dell’Emilia-Romagna durante l’Assemblea di oggi. La popolazione coinvolta, il comitato che la riunisce e gli amministratori locali lamentano un iter per la compilazione delle richieste macchinoso e complicato dall’indisponibilità di alcuni tecnici abilitati per la firma delle perizie necessarie. Un iter che rischia di compromettere la presentazione delle domande da parte delle persone danneggiate dall’alluvione. Di chi è la responsabilità di questa situazione a pochi giorni dalla scadenza di presentazione delle domande?

L’assessora alla protezione civile Paola Gazzolo, che ringrazio per la pronta risposta, ci ha fatto sapere che solo dopo il 23 ottobre, giorno di scadenza per le domande, sarà possibile sapere parametri ed entità dei rimborsi, che la responsabilità dei ritardi e dell’iter è tutta del Governo ma che comunque la Regione continua ad avere un’interlocuzione costante con il Dipartimento Nazionale di protezione civile per dipanare ogni dubbio. Purtroppo lo stesso Governo ha escluso dai rimborsi le pertinenze delle abitazioni e le automobili, e questo nonostante la Regione abbia chiesto con molta forza, e continui a farlo, di offrire modalità più semplici e risorse aggiuntive ad esempio per i beni mobili. La Regione non ha mai trattato queste problematiche in modo burocratico e anche in questo caso farà il possibile per rispondere alle esigenze delle amministrazioni locali e della cittadinanza, anche sostituendosi in parte ad un governo nazionale inadempiente. Ma visto che l’emergenza è nazionale l’attuale Governo deve battere un colpo.