Roberta Mori

Dalle donne parte il vero cambiamento

Written By: robertamori - Apr• 26•18

(Cesena, 23 aprile) Nell’ambito di una serie di incontri promossi dalla conferenza locale Donne Democratiche, sono stata invitata a ragionare di lavoro, dignità, libertà di scelta delle donne, insieme alla sociologa già senatrice PD Mara Valdinosi e alla consigliera Lia Montalti. Affrontare oggi il tema dei diritti femminili è infatti necessario considerate le pesanti diseguaglianze che si registrano ed è al tempo stesso fondamentale nell’ottica dello sviluppo dell’intero genere umano; come sottolineato dai diversi e recenti rapporti delle Nazioni Unite investire sulle capacità delle donne e attribuire loro il potere di esercitare le proprie scelte, non è solo un grande valore in sé, ma anche il modo più sicuro di contribuire alla crescita economica e sociale. In un sistema fragile come quello italiano, l’esclusione di molte donne dalle opportunità rischia di alimentare fratture e debolezze: per questo l’affermazione di politiche paritarie e di genere deve essere un impegno preso a tutto campo dal PD, da estendere nel Paese attraverso robuste alleanze.

Le distanze politiche territoriali evidenziatesi dopo il 4 marzo, fanno il paio con situazioni regionali molto diverse anche dal punto di vista del genere. Basti dire che in Regione Basilicata non vi è nessuna donna eletta in consiglio regionale e in Calabria ve ne è una sola, che in tante zone del Sud Italia l’occupazione femminile non supera il 40% quando nel Nord, Emilia-Romagna compresa, supera il 67%. La nostra Regione mette a disposizione le sue normative, buone prassi ed alleanze istituzionali sul piano nazionale. E le Donne Democratiche sono impegnate in un cammino di valorizzazione della parità di genere che è di innovazione strutturale della società, scuotendo il Partito e le realtà culturali di centrosinistra su tali esigenze profonde del Paese. Da parte sua Mara Valdinosi ha citato alcune politiche della passata legislatura che vanno nella giusta direzione: dalla legge contro le dimissioni in bianco (una piaga non del tutto sconfitta) all’introduzione dell’educazione di genere nella Scuola,

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La buona politica ricomincia da NOI

Written By: robertamori - Apr• 22•18

(Bologna, Novellara, 21 aprile) Su sollecitazione di Andrea Orlando, Gianni Cuperlo, lo stesso segretario reggente Martina, si sono svolti proprio in questi giorni con iscritti ed elettori dei territori iniziative pubbliche di approfondimento sulla difficile situazione politica del dopo elezioni. La decisione di non convocare l’Assemblea nazionale sino al termine delle consultazioni per la formazione di un Governo, infatti, non ferma la comunità politica del Partito Democratico nel suo spontaneo, necessario, percorso di riflessione critica. “Insieme per pensare e reagire” è il titolo scelto dal Circolo PD di Novellara per l’assemblea a cui ho partecipato. Una reazione che si deve fondare su priorità individuate grazie ad una larga partecipazione di idee, valutazioni ed esperienze, da portare nelle sedi nazionali. E di fondo, la consapevolezza della natura di un Partito (nato, ricordiamolo, per essere il perno di un centrosinistra aperto in epoca post-ideologica) che rigetta il verticismo in quanto modalità escludente e mortificante il concetto stesso di partecipazione democratica. 

Le medesime esigenze profonde di coinvolgimento e protagonismo delle persone, di politica dal basso, di ascolto e lavoro di sintesi, sono al centro, pur dal punto di vista peculiare delle Donne Democratiche, della lettera-appello #TowandaDem che ha già raccolto oltre 1.000 adesioni non solo femminili (VEDI DOCUMENTO CON LE FIRME). Anche qui parliamo di canali e confronti da riaprire e di fiducia da ricostruire nella nostra comunità, nel rispetto delle idee e di quelle differenze che arricchiscono un progetto politico progressista fondato sui valori costituzionali. Lo abbiamo ribadito a Bologna dove molte firmatarie si sono riunite per rilanciare il contributo delle competenze e dei ruoli femminili dentro e fuori il PD. Alla denuncia consapevole degli errori fatti si accompagnano le proposte. La coordinatrice regionale delle Donne Dem, Lucia Bongarzone, ha promosso con il gruppo nazionale una serie di appuntamenti, culminanti il 12 maggio a Roma per un “Towanda Day” che affermi i contenuti della buona politica da cui ripartire.

Gli strumenti per superare la violenza maschile

Written By: robertamori - Apr• 21•18

(Ravenna) L’iniziativa organizzata dal Circolo PD D’Attorre arriva al punto sin dal titolo: “Trasformiamo il modello socioculturale maschile per contrastare la violenza sulle donne”. Ne abbiamo ragionato con la neo deputata del Partito Democratico Lucia Annibali, con l’assessora regionale pari opportunità Emma Petitti, il consigliere della Commissione Parità Gianni Bessi e Mirella Dal Fiume della conferenza Donne Democratiche. Ci ha coordinato la giornalista del Tg5 Simona Branchetti, rappresentante del ‘manifesto per il rispetto e la parità nell’informazione’. La Annibali ha approfondito in particolare la sua recente esperienza di consulente per il Governo sulle politiche di pari opportunità: una scelta legata alla sua drammatica esperienza di vittima che ha saputo riprendere in mano il filo della propria esistenza e della propria storia personale per sviluppare un impegno politico a tutto campo.

Se Mirella Dal Fiume ha spiegato come l’appello Towanda delle Donne Dem sia teso a riannodare rapporti veri con la società, noi “regionali” abbiamo focalizzato l’azione istituzionale in Emilia-Romagna, la coerenza strutturale di tutti gli strumenti di prevenzione e contrasto alla violenza maschile sulle donne che abbiamo messo in campo coinvolgendo Enti locali ed associazioni. Dalla legge quadro 6/2014 quale cornice normativa e cogente intersettoriale, sino al Bilancio di genere quale strumento necessario ad orientare al meglio le politiche di equità; dal Piano e Bandi regionali contro la violenza sulle donne, alla funzione di sprone, indirizzo e controllo della Commissione Parità e Diritti delle persone. Il tutto si configura come tentativo di un cambiamento culturale profondo che alimenti rispetto delle differenze e riconoscimento dell’emancipazione femminile, nella consapevolezza che l’autodeterminazione delle donne è un traguardo inevitabile che si può -e si deve- avvicinare nel tempo in un progresso il più possibile condiviso.

Non lasciamo sole le vittime di reato

Written By: robertamori - Apr• 20•18

(Bologna, 20 aprile) Un plauso al presidente della Regione Stefano Bonaccini e allo scrittore Carlo Lucarelli per aver promosso insieme l’iniziativa pubblica “Sostegno alle vittime di reato, la Fondazione regionale si racconta”, con la partecipazione di sindaci e amministratori, rappresentanti di magistratura e forze dell’ordine, operatori, esperti e studiosi di diritto e politiche sociali, associazioni. Si tratta di un segnale di comunità davvero importante, a supporto del lavoro che la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati svolge da tredici anni. Guidata proprio da Carlo Lucarelli dal 2017, è l’unica realtà in Italia di questa natura a offrire un aiuto concreto alle persone che subiscono atti odiosi, efferati di violenza, per coprire loro necessità immediate di tipo economico, sanitario, psicologico. Da qui l’appello rivolto agli Enti locali di diventarne soci e alla cittadinanza di effettuare donazioni o destinare i 5xmille.

Oggi la Fondazione annovera trenta Soci: la Regione Emilia-Romagna (che aumenta il proprio sostegno da 90 a 140mila euro l’anno), i Comuni capoluogo, Imola e Sassuolo, l’Unione Val d’Enza con i suoi otto Comuni, la Pedemontana Parmense con cinque e la i quattro Comuni dell’Unione Terre d’Argine. Fra le tante istanze ricevute e persone aiutate (QUI un resoconto completo), sottolineo come una parte rilevante riguardi le aggressioni più brutali di tipo sessuale e le vittime di violenza di genere e domestica, compresi i minori coinvolti; anche Jessica Notaro nel primo periodo, il più difficile, ricevette dalla Fondazione un aiuto per le spese mediche. Per contribuire ulteriormente alla mission della Fondazione vittime di reato, per collaborare all’attuazione della legge quadro 6/2014 rafforzando lo spirito solidale e inclusivo che accomuna le nostre funzioni, la Commissione Parità e Diritti delle Persone ha deciso di invitare il presidente Lucarelli in audizione.