Roberta Mori

Quale autonomia per l’Emilia-Romagna?

Written By: robertamori - Feb• 27•19

Ringrazio il “Gazzettino Santilariese” per ospitare le mie riflessioni sul progetto di autonomia rafforzata della Regione Emilia-Romagna. Un progetto serio e concreto nel solco della Costituzione, ben diverso, nel metodo e nelle competenze richieste, da quelli presentati da Lombardia e Veneto, anche perché rispettoso della solidarietà tra territori. Non sarà certo la nostra iniziativa a nutrire egoismi e contrapposizioni tra Nord e Sud, bensì il ritardo con cui il Governo sta affrontando i nodi dello sviluppo del nostro Paese ormai in recessione. Trovate QUI L’ARTICOLO pubblicato, dal titolo Differenti e solidali, quale autonomia per l’Emilia-Romagna.

L’articolo 116 della Costituzione, terzo comma, prevede la possibilità di attribuire alle Regioni a statuto ordinario ulteriori “forme e condizioni particolari di autonomia” attraverso una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta del Parlamento, sulla base di un’intesa fra il Governo e la Regione interessata. Ciò a condizione che la stessa Regione sia “in condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio”. In buona sostanza la Costituzione dice: le materie di interesse nazionale debbono essere disciplinate dallo Stato ma se una Regione che presenta i conti in ordine e garanzie di qualità dei servizi vuole potersi occupare in via diretta di alcune materie, è giusto permetterglielo; soprattutto perché chi dimostra di essere virtuoso è anche nelle condizioni di spendere meglio e in modo più efficace le risorse pubbliche date, eliminando ritardi, sprechi, farraginosità dei trasferimenti e i consueti contenziosi sulle cosiddette materie concorrenti (cioè le materie dove possono legiferare sia lo Stato che le Regioni).

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Tirocini e qualità dell’orientamento al lavoro

Written By: robertamori - Feb• 26•19

(26 febbraio) Più tutele per il tirocinante, un controllo della regolarità prima dell’avvio, durata massima di 6 mesi per tutti i percorsi ad eccezione di quelli rivolti a persone in condizioni di svantaggio (12 mesi) e a con disabilità (24 mesi); e ancora, un costante monitoraggio qualitativo, verifiche e sanzioni mirate per contrastare gli abusi; perché il tirocinio è un periodo di formazione che nulla ha a che fare con un rapporto di lavoro e le aziende devono utilizzarlo in modo corretto. Nell’ambito di un rafforzamento generale delle politiche attive per il lavoro, l’Assemblea regionale ha approvato oggi la legge sui tirocini dopo averla definita con il coinvolgimento delle parti sociali. Entrerà però in vigore il 1° luglio 2019 per consentire a enti di formazione accreditati, consulenti del lavoro, scuole, Università, Comuni e alle stesse aziende che ospitano i tirocinanti, di sperimentare il nuovo sistema. L’indennità minima viene confermata in 450 euro mensili per tutti i tirocinanti, superandosi la distinzione precedente tra tirocini formativi/di orientamento e quelli di inserimento o reinserimento al lavoro. Di seguito le principali novità. Per garantire la correttezza e la conformità del percorso alla normativa, è introdotto un sistema di autorizzazione preventiva e tempestiva, rilasciata dall’Agenzia per il Lavoro entro 10 giorni dal recepimento della documentazione.

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Parole di umanità, storie che ci salveranno

Written By: robertamori - Feb• 25•19

(Reggio Emilia, 23 febbraio) “100 VOCI ALLA CASA DELLE STORIE, per salvare bellezza e restare umani” è il titolo del progetto promosso dal Teatro dell’Orsa con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa regionale. Un evento aperto ai contributi di tutti, grandi e piccoli, italiani e stranieri, donne e uomini, per una cittadinanza attiva che cuce gli strappi di questo fragile periodo. Dopo un analogo evento a gennaio, sono stata invitata dalla Direttrice Monica Morini a partecipare, portando i saluti dell’Assemblea e una delle parole che compongono questo mosaico di significati. Nell’attuale mandato la Regione Emilia-Romagna ha triplicato i fondi a sostegno della cultura perché la cultura è nutrimento, è sviluppo per l’intera società. E la Casa delle Storie è uno dei luoghi di cultura dove il pensiero critico e profondo diventa coinvolgente rappresentazione, dove le parole si riprendono il potere di rigenerare il mondo.

Alcune parole sono storie come quella di Djibril Cheickna Dembélé detto Gibril, partito dal Mali a 17 anni, scappato da torture e persecuzioni. Ha percorso Nigeria, Camerun, Algeria, Libia e in Italia ha trovato una possibilità di futuro. Gibril ha scelto di salvare la parola #felicità. La parola che ho scelto io è #sorellanza, cioè un patto sociale, civile, etico ma anche emozionale da costruire. Un patto tra donne, tutte le donne del mondo. Un legame di genere che affonda le proprie radici nella notte dei tempi, ma che i tempi appunto, il patriarcato, la segregazione, le discriminazioni, hanno sopito e nascosto sotto la coltre dei secoli fino a noi. Essere sorelle significa prima di tutto essere donne che sentono una comune appartenenza al genere umano e al genere femminile contro ogni sopruso, ogni sopraffazione, ogni discriminazione partendo da sé. La sorellanza è un’alleanza vitale e intensa che si nutre di consapevolezza, perché come si sa “donne non si nasce, ma si diventa”.

Solidarietà e legalità… in gioco!

Written By: robertamori - Feb• 21•19

(Bologna, 20 febbraio) Alla sperimentazione del GIOCO DI RUOLO “Noi, parti offese. Solidarietà in scena”, che si è tenuta presso il Palazzo di Legacoop, hanno partecipato molte e molti insegnanti, educatori e psicologi scolastici, operatori del sociale, amministratori locali, immedesimandosi nelle situazioni di reato e nelle condizioni di vittima. La Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, in collaborazione con il Teatro dell’Argine, il Comune di Ferrara e la Regione Emilia-Romagna, ha organizzato questa interessante occasione per presentare un gioco di ruolo pensato per le scuole secondarie di II grado, ma adatto anche agli adulti per mettersi nei panni delle vittime di reato, prendere posizione dinanzi alla violenza, interrogarsi su bullismo, discriminazioni di genere, rischi della rete.

Il tutto attraverso l’interpretazione di casi ispirati a fatti realmente accaduti. Obiettivo del gioco è promuovere legalità e sollecitare la responsabilità individuale e collettiva. Anche nel corso della Conferenza regionale delle elette, che convocheremo in Assemblea il prossimo 6 marzo, faremo conoscere questa bella iniziativa della Fondazione emiliano-romagnola, unica in Italia e presieduta da Carlo Lucarelli. E’ infatti importante divulgare tra gli Amministratori locali sia le modalità per attivare azioni di sostegno concreto alle vittime di gravi reati, sia una educazione civica originale e coinvolgente che ci rende protagonisti, non solo spettatori, mai indifferenti. Vedi anche il SITO WEB.