Roberta Mori

Ampliamo l’offerta e l’accessibilità sportiva

Written By: robertamori - Lug• 23•18

Ancora due novità che riguardano lo sport emiliano-romagnolo. La Regione ha deliberato la graduatoria del bando volto a rafforzare l’offerta di strutture dedicate alla pratica motoria e sportiva, aumentando sia i fondi disponibili sia i progetti da sostenere su richiesta delle amministrazioni comunali. QUI tutti gli interventi ripartiti per province, dove quella di Reggio Emilia risulta ‘premiata’ subito dopo Bologna con 19 progetti ammessi e un contributo complessivo regionale di 4,9 milioni. Il bando ha riscontrato un fortissimo interesse: 120 i progetti risultati ammissibili al finanziamento sulle 175 domande arrivate da Piacenza a Rimini, con più di un Comune su due che ha presentato una proposta per migliorare le strutture. Questa operazione di rinnovamento e ristrutturazione del patrimonio impiantistico si tradurrà in nuove strutture polivalenti per discipline che vanno dal calcio al rugby, da quelle paralimpiche al beach tennis, fitness e bocce; e ancora in campi da gioco, spazi attrezzati all’aperto, piscine, palestre scolastiche e non.

Inoltre la Regione ha ottenuto dal CIPE il finanziamento statale per trasformare l’ospedale di Villanova d’Arda (PC) nel nuovo Centro nazionale paralimpico: una struttura polifunzionale a gestione pubblica, che diventerà riferimento in Italia per i paratleti e per tutte le persone con disabilità fisica che intendono fare sport, anche a scopo riabilitativo. Anche questa positiva novità -sanitaria e sportiva- è frutto di un lavoro di squadra con il territorio, l’Ausl e gli amministratori locali.

Gestione dei canili: una questione di testa e cuore

Written By: robertamori - Lug• 23•18

(San Bartolomeo di Reggio Emilia, 21 luglio) Ho fatto visita al Rifugio Rocky immerso nel verde di San Bartolomeo grazie all’invito dell’amica, educatrice cinofila e appassionata volontaria Cristina Chierici. Dal sito si può leggere che: “La Lega Nazionale per La Difesa del Cane è un Ente Giuridico che articola la sua principale attività nella gestione di canili per animali abbandonati. La sezione di Reggio Emilia viene legalmente riconosciuta nel 1969 ed i responsabili della sezione hanno intitolato il Rifugio a Rocky, pastore tedesco che nel maggio del 1986 a Napoli morì dopo aver salvato la propria famiglia da un incendio”. L’occasione è stata utile non solo per respirare il grande amore che circonda i 200 ospiti canini identificati per nome e abitudini uno a uno, ma anche per approfondire la complessità di una gestione che ha come obiettivo il benessere animale, l’affidamento dei cani e il contrasto al randagismo. La sezione di Reggio della Lega Nazionale per la Difesa del Cane mette testa e cuore nell’accudimento… e allora si scopre che Briciola ha bisogno di una dose massiccia di coccole quotidiane, Wendy invece fa la scodinzolante accompagnatrice dei visitatori e poi ci sono i nonni del reparto Parisetti che però ci tengono a dire la loro. E guai a contraddirli.

Mi hanno accolta Cristina, Federica, Simone e Marco, che insieme agli altri volontari costituiscono il cuore pulsante e il valore aggiunto per la struttura e soprattutto per gli animali. Mi hanno illustrato le tante attività in collaborazione con le scuole e mi hanno chiesto di verificare la possibilità di alcuni miglioramenti alla normativa regionale per una gestione sostenibile e di qualità. Ci proviamo perché è giusto farlo. E se Arthur Schopenhauer ha detto “Chi non ha mai avuto un cane, non sa cosa significhi essere amato”, allora il Rifugio Rocky è un “tempio” dell’amore! Per fare un’offerta ci si può recare direttamente in sede in via del Casinazzo 3 a Reggio Emilia oppure utilizzare il bonifico bancario, inserendo come beneficiario Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Sezione di RE e come iban IT83G0200812833000100301285.

PD. Non abbiamo futuro da perdere!

Written By: robertamori - Lug• 20•18

(Festa de l’Unità di Bosco Albergati, Modena) Luciano, detto Lucio, mi ha raccontato tanti episodi di una vita a servizio del suo Partito e soprattutto degli ideali e valori democratici. “Sono sempre stato un idealista,” ha detto “ma forse col senno di poi dovevo essere più pragmatico”. No Lucio, tu non dovevi essere più pragmatico. Quegli ideali hanno nutrito fin qui un esercizio di cittadinanza bella e responsabile e in queste sere di Festa del PD sei all’accoglienza degli ospiti, visibilmente fiero della tua appartenenza. Ne ha convenuto. Con lui, come con altre persone che sto incontrando e ascoltando nelle Feste sul territorio, ragiono di qual è oggi il senso di una militanza politica sì, e prima ancora culturale, necessaria al Paese per non perdere terreno in Europa e nel mondo e per offrire alle nuove generazioni prospettive di pace, di lavoro e diritti. Spero che il PD nazionale, a partire dai componenti della nuova segreteria guidata da Maurizio Martina, si interroghino in profondità come Lucio, come molti altri iscritti, volontari ed elettori stanno facendo da tempo. Con onestà intellettuale, verso una ritrovata consapevolezza del ruolo che il Partito Democratico ha oggi, unico in Italia, nel costruire assieme alla sua Comunità un’alternativa credibile all’attuale governo, alla deriva di senso, ideali, futuro.

Uguaglianza di genere sinonimo di sviluppo

Written By: robertamori - Lug• 20•18

(19 luglio) Nello spazio dibattiti della Festa de l’Unità di Bosco Albergati abbiamo parlato di “Parità come motore di sviluppo”, con l’assessora alle pari opportunità di Castelfranco Emilia Valentina Graziosi e Tamara Calzolari della segreteria confederale CGIL. Ha promosso e moderato l’incontro la segretaria del Circolo PD Sara Lalinga, in collaborazione con l’assessora di Castelfranco per le politiche sociali Nadia Caselgrandi. A fronte di gap formativi, occupazionali e di reddito, forti iniquità nel campo della salute, una cultura discriminante verso le donne che produce marginalità, violenze e arretratezze inaccettabili, l’agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile del pianeta ha assunto, nel proprio obiettivo 5, proprio l’uguaglianza di genere. Un programma necessario quanto ambizioso cui ogni Comunità deve tendere e contribuire.

Le donne così come l’umanità non aspettano: questo il leitmotiv di una conversazione circolare sul tema della parità come opportunità di sviluppo per tutta la società, e di ragionamenti che trovano il proprio fulcro nell’esperienza diretta. Gli interventi dal pubblico hanno infatti segnato un salto di qualità nel dibattito. Uno per tutti quello di una giovane donna ingegnera informatica, neomamma, che ha detto: “pazienza se mi discriminano nella professione in quanto donna, posso tirare fuori le unghie e far vedere quanto valgo… ma se mi discriminano come madre e l’aver fatto un figlio diventa il più grande dispetto per l’azienda in cui lavoro, allora non ci sto più!”. Non lamentiamoci della deriva demografica del Paese se siamo di fatto indifferenti alla condizione femminile. Solo politiche strutturali di sostegno alla conciliazione e di emancipazione collettiva contribuiranno alla svolta. Tutto il resto -interventi spot, vuoti appelli o uscite da subcultura patriarcale- …è noia.