Roberta Mori

Peggiorano le condizioni nelle nostre carceri

Written By: robertamori - Giu• 14•18

(Bologna) “Favorire, ampliandone l’area di osservazione, il recupero e il reinserimento nella società delle persone detenute, proseguire con le visite agli istituti di pena della regione, oltre alle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) e agli altri luoghi di limitazione della libertà personale”. Sono fra gli impegni diretti e di mandato del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Marcello Marighelli, che ha svolto la sua relazione annuale in commissione Parità e Diritti delle Persone. Il Garante ha evidenziato alcune criticità di cui la politica, ai vari livelli di competenza, deve farsi carico nel rispetto della Costituzione e dei diritti umani tutelati dagli organismi sovranazionali. In Emilia-Romagna oggi sono attive 10 strutture penitenziarie, con 3.488 detenuti (di cui 159 donne). Il tasso di sovraffollamento è aumentato di oltre 20 punti percentuali in tre anni, raggiungendo, a dicembre scorso, il 124 per cento (10% in più della media italiana).

La presenza delle persone straniere è aumentata di 5 punti, rappresentando circa il 50% dei detenuti, in linea con i dati nazionali. E’ del 64,3 la percentuale dei detenuti con condanne definitive, 3.006 le persone in esecuzione penale esterna, 680 in messe alla prova. Nel 2017 i casi di suicidio in strutture della regione sono stati otto, il doppio rispetto al 2016, 125 i tentativi di suicidio e 1.383 gli atti di autolesionismo. Marighelli ha poi sottolineato che la condizione degli istituti in Emilia-Romagna risente della mancanza di un’adeguata programmazione della manutenzione ordinaria; inoltre Forlì e Ravenna richiederebbero interventi importanti di manutenzione straordinaria. Un altro aspetto preoccupante nelle nostre carceri riguarda le carenze nell’organico del personale di custodia, ancor più del personale educativo e amministrativo. Potete approfondire questi e altri dati, e le indicazioni del Garante, sul portale web dedicato.

Equilibrio di genere anche nel Corecom

Written By: robertamori - Giu• 13•18

(13 giugno) La composizione del nuovo Corecom Emilia-Romagna -il cui mandato è scaduto nei giorni scorsi- è stata oggetto del vaglio della Commissione Parità e Diritti delle Persone per gli aspetti riguardanti i requisiti e l’ammissibilità delle candidature proposte e pervenute ad oggi in base alla legge regionale 1/2001. Come indicato dunque dalla disciplina regionale istitutiva del Comitato di controllo per le comunicazioni, abbiamo espresso parere favorevole sui requisiti annotando le attuali situazioni di incompatibilità di singoli candidati, che sono da rimuovere per poter procedere alla nomina del nuovo presidente e dei due componenti il Corecom in sede di Assemblea Legislativa.

Non potevamo però limitarci a questo parere formale a fronte di candidature esclusivamente maschili, che prospettano una composizione del Comitato non rispettosa delle norme nazionali e regionali su parità ed equilibrio di genere negli organismi collegiali pubblici. Il dibattito ha motivato e sostenuto la proposta di un atto di indirizzo che impegni la Giunta e la stessa Assemblea a modificare la legge regionale 1/2001 per inserirvi la disciplina sul riequilibrio di genere. La Risoluzione (qui il testo) che, avuto mandato unanime, ho provveduto a depositare appena conclusa la seduta, chiede anche di effettuare una ricognizione degli organismi collegiali di nomina regionale per verificare l’applicazione del riequilibrio di genere, nonché di collaborare attivamente con il Corecom per proseguire a tutto campo le azioni antidiscriminatorie, di prevenzione e contrasto agli stereotipi di genere e al sessismo nella comunicazione già svolte dal Comitato negli anni scorsi.

Ampliate risorse e prestazioni sanitarie

Written By: robertamori - Giu• 13•18

(12 giugno) Due deliberazioni importanti sono state discusse oggi in Commissione Sanità. La prima adegua le prestazioni di Procreazione medicalmente assistita (Pma) ai parametri stabiliti dal decreto del Presidente del CdM 12 gennaio 2017, che definisce i nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA). In Emilia-Romagna dunque, la fecondazione assistita nel servizio pubblico viene ampliata fino al compimento dei 46 anni d’età (al posto degli attuali 43) e si prevedono sei tentativi possibili (anziché tre). L’assessore Sergio Venturi ha precisato che gli ampliamenti citati scatteranno appena entra in vigore la delibera, mentre si passerà effettivamente dal regime di ricovero day hospital a quello ambulatoriale solo a settembre, per dare alle Ausl il tempo di adeguare anche il tariffario delle prestazioni Pma.

La seconda approvazione riguarda le “Linee di programmazione e finanziamento per il 2018”, con la ripartizione del Fondo sanitario regionale compresa la quota assegnata all’Emilia-Romagna dallo Stato per finanziare e qualificare Servizi e Aziende sanitarie (Usl, Aziende Ospedaliere e Irccs pubblici-Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico). Il Servizio Sanitario regionale conta quest’anno su quasi 8,2 miliardi di euro, superando lo stanziamento 2017. Di questa cifra complessiva, 7,5 miliardi sono destinati a finanziare i LEA, ovvero tutte le tipologie di prestazione su cui si paga il ticket o su cui si ha l’esenzione. La Regione punta a rafforzare l’assistenza sul territorio, dai Centri di alta specializzazione alle Case per la salute, prevedendo anche un potenziamento degli organici, attraverso nuove assunzioni e stabilizzazioni.

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Parità. Al via il Tavolo che coordinerà le azioni

Written By: robertamori - Giu• 13•18

(Bologna) Il Tavolo regionale permanente per le politiche di genere, organismo consultivo e di coordinamento operativo tra le varie istituzioni locali e regionali, associazioni e categorie, è stato riunito dall’assessora Emma Petitti in attuazione della legge quadro per la parità. Il Tavolo non si sovrappone ma completa il quadro di strumenti paritari introdotti dalla legge 6/2014, strumenti che abbiamo pensato, e si stanno in effetti rivelando, potenti in quanto generatori di consapevolezza e cambiamento. Il tema di fondo è infatti culturale e proprio grazie al Tavolo, fortemente integrato alle competenze e protagonismi della Conferenza regionale delle elette e dell’Osservatorio sulla violenza, saremo in grado di tradurre in decisioni e azioni concrete quegli obiettivi di sviluppo inclusivo, di eguaglianza sostanziale e rispetto tra donne e uomini sanciti dalla normativa. Nella riunione di insediamento si sono evidenziati alcuni temi prioritari.

Per quanto riguarda la prevenzione della violenza di genere, occorre proseguire sul solco dei due bandi 2017-18 da un milione di euro ciascuno rivolti a Enti locali e Terzo settore: molte decine i progetti finanziati su tutto il territorio mettendo in rete le competenze a livello locale. Sulla conciliazione, l’obiettivo principale è favorire l’accesso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro. Vanno potenziate le diverse politiche di welfare già attive (ad esempio la rete di servizi per la prima infanzia e il sostegno al caregiving) e vanno promossi ulteriori meccanismi premiali per le buone pratiche in tema di responsabilità sociale di impresa. Tra le misure, più flessibilità nell’organizzazione del lavoro, sostegni alla genitorialità e lo smart working, cosiddetto “lavoro agile” la cui sperimentazione è stata da poco avviata in Regione. In sintesi, il coinvolgimento diretto di tutti i soggetti componenti a vario titolo la rete regionale di sostegno alla parità, prelude all’efficacia e capillarità della nostra strategia.