Roberta Mori

Rapporto IVG, dati e tendenze in regione

Written By: robertamori - Dic• 05•18

(Bologna, 5 dicembre) Diminuisce il tasso di interruzioni volontarie di gravidanza tra le giovanissime, rimane più stabile tra le donne dai 30 ai 40 anni. Una delle motivazioni più frequenti di questa scelta è l’incompatibilità tra la propria carriera professionale e la maternità in mancanza di sostegni adeguati. Sono informazioni emerse dalla relazione dell’assessorato Politiche per la salute sul rapporto annuale di IVG e servizi consultoriali, svolta da Silvana Borsari e Davide Barbieri nella seduta congiunta delle commissioni Politiche per la salute, Parità e diritti delle persone. Nel 2017 dunque, le IVG in Emilia-Romagna sono state 7.130, calate del 7 per cento rispetto al 2016 e del 40% rispetto al 2004, quando furono 11.839.

Parallelamente, lo sappiamo, non assistiamo nel 2017 ad un aumento delle nascite: i parti sono stati 32.912, solo nove anni prima ne abbiamo registrati 41.380. A praticare l’interruzione di gravidanza sono ancora in prevalenza donne straniere, anche se dal 2010 sono diminuite del 34,5%. In aumento l’interruzione farmacologica, ora vi ricorre il 29, 5% delle donne che abortiscono. Per quanto riguarda i medici obiettori di coscienza, nel 2017 si è contata una percentuale di ginecologi pari al 50,5 (nel 2016 erano il 49,8%). Il Consultorio rimane il primo punto di riferimento e non solo per l’accesso all’IVG. Di grande rilevanza, anche per la natalità futura, il programma attivato nei primi mesi di quest’anno di promozione della salute sessuale e della fertilità rivolto in particolare agli/alle adolescenti.

Tra gli interventi in essere nei Consultori la diagnostica e la sensibilizzazione per la salute e la fertilità, nonché la distribuzione gratuita di contraccettivi per cittadini di età inferiore ai 26 anni, o di età compresa tra i 26 e i 45 anni se sono persone disoccupate o lavoratrici colpite dalla crisi. E, ancora, contraccezione gratuita per le donne entro i 24 mesi dall’intervento per l’interruzione di gravidanza o nei 12 mesi post partum. Molte le richieste di approfondimento da parte di consiglieri e consigliere, ad esempio sull’impegno della Regione ad assicurare una gestione dell’obiezione di coscienza compatibile con la Legge 194, sull’accesso effettivo alla interruzione farmacologica, sulle motivazioni delle donne. Ne riparleremo.

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.