Roberta Mori

Siglato il Patto di Modena, la nostra alleanza si estende

Written By: robertamori - Mar• 09•18

(Modena, 8 marzo) COMUNICATO STAMPA «Per affermare a pieno i diritti delle donne c’è ancora tanto da fare. È una battaglia faticosa che continueremo a portare avanti insieme, anche all’interno delle istituzioni, perché superare le discriminazioni di genere significa lottare contro ogni discriminazione». Lo ha affermato Roberta Mori, presidente della Commissione per la parità e per i diritti delle persone della Regione, siglando per conto dell’Ente, nella sede della Provincia, il “Patto di Modena per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile sulle donne, in applicazione della convenzione di Istanbul e sulla base della legge per la Parità 6/2014 della Regione Emilia-Romagna” (QUI IL TESTO). «Gli enti locali e le istituzioni modenesi – ha aggiunto Mori – sono ai primi posti per lo sviluppo di azioni positive a tutela delle donne, frutto dell’impegno anche delle associazioni, un’esperienza che dobbiamo diffondere in tutto il Paese».

Sono intervenuti Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia e Sindaco di Modena, che ha firmato il Patto in rappresentanza di tutti i Sindaci modenesi, Caterina Liotti, consigliera provinciale delegata alle Pari opportunità, Barbara Maiani, consigliera di parità della Provincia, e l’assessora comunale alle Pari opportunità Irene Guadagnini, Amministrazioni e Associazioni. Approvato lo scorso 25 novembre dall’Assemblea dei Sindaci, il Patto ha come obiettivo la promozione di politiche attive per le pari opportunità: gli enti locali si impegnano tra l’altro a promuovere la rappresentanza paritaria nei vari organismi e nelle nomine dei Comuni e prevedere in ogni giunta comunale una delega specifica alle pari opportunità. Si prevede anche l’impegno a promuovere l’intitolazione di spazi pubblici, vie, piazze, a donne meritevoli ed esemplari che possano costituire modelli positivi per le nuove generazioni, dotare le biblioteche di autrici e testi educativi, e favorire all’interno dell’ente un linguaggio non discriminante.

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